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Sempre più incollati alla Tv a patto che sia su Internet

Il Web sempre più complementare alla Tv. Così la televisione del futuro si vede sul Web. Attira giovani e investimenti pubblicitari.

15 Giu 2009

"Il web sta diventando sempre più complementare alla
televisione utilizzando i suoi contenuti, trasformandosi in un
importante distributore di programmi televisivi. L’esplorazione
di nuovi flussi di ricavi provenienti dal Web si trasforma dunque
in una nuova opportunità per i broadcaster televisivi".
Questo il nuovo terreno su cui si gioca la competizione tra
piattaforme anche in tempo di crisi per quanto riguarda il mercato
televisivo secondo il VII Rapporto Annuale di ITMedia
Consulting.

"Internet  – secondo l'istituto di analisi – è infatti
in grado di attrarre i segmenti più giovani e dinamici del
pubblico, che rappresentano anche i più appetibili per i
pubblicitari. D’altra parte, le quote di share perse nei
principali canali televisivi dai broadcaster, possono essere in
parte recuperate, insieme ad una riduzione delle perdite, dal video
online, che si trasforma in un’occasione per entrare nel mercato
Internet e migliorare la propria offerta di servizi". A fare
da traino a tutto questo è "la pubblicità su Internet –
spiega il Rapporto – che registra ogni anno tassi di crescita senza
precedenti" e che "sta diventando il fattore trainante
della pubblicità".

Altra opportunità di sviluppo per le piattaforme televisive in
questo momento di crisi – sempre stando al Rapporto -è "la tv
ad alta definizione. A causa della crescente competizione, gli
operatori di pay-TV si trovano infatti ad affrontare numerose
difficoltà nel reclutare nuovi abbonati. Le crescenti aspettative
di qualità video da parte degli utenti finali – specie per
fruire di contenuti Premium – combinata ad un costante calo dei
prezzi di televisori a schermo piatto Hd, stanno spingendo la
domanda verso offerte video di maggiore qualità, mentre la
recessione ha spinto i consumatori più colpiti dalla crisi a
passare più tempo in casa a guardare la Tv". Per questo –
dice ITMedia Consulting – "le piattaforme e i broadcaster
stanno sempre più guardando all’alta definizione come nuova
importante finestra di opportunità per sviluppare il proprio
business e acquisire un vantaggio competitivo da massimizzare nel
momento in cui il mercato riprenderà a crescere".

Il Report scatta una fotografia dell'intero settore telesivo
durante la attuale crisi finanziaria. "Il settore televisivo
non è uscito indenne, anche se le sue conseguenze sono risultate
temperate dalla tendenza di gran parte della popolazione a ridurre
i consumi all’esterno e aumentare il tempo trascorso a casa
nell’utilizzo del tempo libero" – si legge nel Rapporto.
"Nel 2008 il mercato televisivo in Europa è cresciuto
complessivamente dello 0.9%, rispetto al +4.7% del 2007,
raggiungendo un valore di 89 miliardi di euro".

"Le risorse pubblicitarie – invece – hanno raggiunto 35.9
miliardi di euro, registrando per la prima volta un calo dopo due
decenni di crescita, con una diminuzione del 4.3%". Questo ha
inciso negativamente soprattutto sugli investimenti, dice ITMedia,
e si è tradotto in un "atteggiamento conservativo degli
investitori pubblicitari e in un complessivo taglio dei budget
pubblicitari".

Sta bene comunque il settore, che "cresce anche se non in
tutte le sue componenti e a un tasso inferiore rispetto al 9% del
2007. Il Basic e il Premium rappresentano la quota principale dei
ricavi da Pay-TV, mentre i servizi interattivi e on-demand, Ppv e
Vod, stanno ottenendo una crescente importanza in numerose offerte
di contenuti a pagamento".
Il Rapporto spazia anche al "Multichannel" e svela che
sta crescendo, diventando sempre più importante per il mercato
pubblicitario" con un "impatto significativo,
rappresentando il 40.5% del totale dei ricavi dell’industria
televisiva".

Ottime performance anche per la Tv digitale che "ottiene a sua
volta le migliori performance" con "quasi due terzi delle
abitazioni europee dotate di accesso alla Tv digitale, rispetto al
54% del 2007". 

Invece "le nuove piattaforme, come Adsl, Ftth e Tv mobile,
stanno cercando una collocazione nel mercato della distribuzione
dei contenuti". L'Iptv "registra alla fine del 2008
8,2 milioni di abitazioni abbonate a servizi", quasi la metà
localizzate nella sola Francia.