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CALCIO

Serie A: MediaPro si aggiudica i diritti tv. Ma Sky diffida la Lega

Nonostante i rumors dei giorni scorsi su un possibile rilancio delle concorrenti la spagnola ha invece presentato l’offerta più “alta”, appena mille euro sopra la base d’asta da 1,05 miliardi. Fabbricini: “Primo passo per tornare alla normalità”. Ma la Pay Tv satellitare non ci sta, chiede l’esclusione dell’azienda e denuncia: “MediaPro non è un intermediario indipendente”. Atteso fra 45 giorni il pronunciamento dell’Antitrust

05 Feb 2018

Antonello Salerno

I diritti per trasmettere le partite della Serie A di calcio per il triennio 2018-2021 sono stati assegnati all’unanimità all’intermediario spagnolo MediaPro, che ha offerto mille euro in più rispetto alla base d’asta, fissato dalla Lega Serie A per la cifra di un miliardo e 50 milioni di euro. Dopo un primo rinvio dell’asta, a giugno, e una nuova tornata della gara che non aveva portato al superamento della base d’asta la scorsa settimana, la decisione di oggi lascia di fatto a bocca asciutta i broadcaster che avevano partecipato per il satellite, il digitale terrestre e l’online, costringendoli adesso a trattare con l’intermediario per poter trasmettere i match. Ma la decisione è già al centro delle polemiche, con Sky che annuncia battaglia e invia una diffida alla Lega Serie A, giudicando illegittima l’assegnazione e chiedendo di congelare la situazione. Rimane a questo punto – prima di passare alla fase operativa, da attendere il pronunciamento dell’Antitrust, che dovrebbe essere formalizzato nell’arco di 45 giorni. Dai vertici del calcio italiano arrivano però commenti improntati alla soddisfazione: “E’ un primo passo avanti per riportare la Lega nella normalità operativa”, afferma Roberto Fabbricini, commissario straordinario della Figc.

“Si tratta di un’offerta di grandissimo valore e per noi di un risultato economico straordinario – aggiunge Paolo Nicoletti, vice commissario della Lega Serie A – Si è fatto un lavoro molto importante e siamo molto soddisfatti. Si tratta solo della prima fase e dobbiamo continuare, ma il mercato si è aperto”. “Si tratta di una crescita significativa, che dimostra che i bandi, oltre ad essere regolari e trasparenti e ad accrescere il valore, hanno aperto il mercato a nuovi soggetti – aggiunge Nicoletti riferendosi al fatto che il valore dei diritti è lievitato rispetto alle offerte raccolte dal primo bando, che avevano totalizzano meno di 500 milioni – Il segnale importante è la centralità del tifoso e del prodotto calcio, che deve essere il più qualitativo e ampio possibile”.

La risposta diretta al ricorso di Sky arriva direttamente da Luigi De Siervo, Ad di Infront, advisor della Lega Serie A: “Non c’è nulla che escluda gli operatori attuali, che potranno sedersi ad un tavolo con l’intermediario – osserva – Nel nostro settore bisogna anche essere sportivi e saper perdere. Non è una cosa fondata, è un fallo di confusione, di riottosità fisiologica. Dopo due round siamo stati costretti a guardare fuori, il sistema italiano non ci capiva e siamo stati costretti ad aprirci. Ad aver vinto è un soggetto diverso, che ha fatto un’offerta decisamente più alta rispetto agli operatori italiani. Sono comunque convinto che Mediapro troverà gli accordi con gli operatori”. “Non è dato sapere come Mediapro approccerà il mercato – conclude De Siervo – ma l’atteggiamento è costruttivo e aperto nei confronti di tutte le piattaforme. L’obiettivo è quello di allargare l’orizzonte”.

Grazie all’assegnazione appena conseguita in Italia, MediaPro diventa il primo polo europeo di questo settore: la Serie A andrà infatti ad aggiungersi ai 13 campionati di tutto il mondo prodotti dalla società, tra i quali quelli di Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Turchia, Colombia, Bolivia, Kenya, Gabon e Mozambico. Si tratta in tutto di oltre 6mila produzioni all’anno, per un gruppo da 6.500 dipendenti che conta su un fatturato che supera il miliardo e 600 milioni di euro. Tra gli undici canali prodotti dal gruppo ci sono  LaLiga Tv, LaLiga 1-2-3 Tv, il canale del Real Madrid e beIN LaLiga, che offre 8 partite al giorno oltre a programmi informativi, reportage e magazine e viene distribuito a tutti gli operatori tv a pagamento di Spagna.

Ma veniamo alla diffida di Sky: l’operatore di Pay Tv satellitare, che aveva offerto più di quanto previsto dalla base d’asta per i pacchetti di proprio interesse, rispettando i limiti imposti dalla legge per i broadcaster, contesta il fatto che il gruppo spagnolo sia un intermediario indipendente, sostenendo che sarebbe un vero e proprio operatore della comunicazione. Secondo i legali della società, tra l’altro, MediaPro avrebbe anche negoziato con la Lega per “realizzare uno o più canali tematici anche sotto forma di canali ufficiali della Lega”, con l’intenzione di “vendere spazi pubblicitari sugli stessi canali”, “concludere accordi per la distribuzione di tali canali con gli operatori della comunicazione interessati” e ripartire i profitti con la Lega. Circostanze che metterebbero il gruppo spagnolo nella condizione di proporsi di fatto come operatore della comunicazione. Ma il bando precludeva l’aggiudicazione di tutti i diritti in esclusiva a un unico operatore della comunicazione (con la cosiddetta “no single buyer rule”) sbarrando in questo modo di fatto la strada a Sky di poter presentare la stessa offerta avanzata da MediaPro.

In attesa del pronunciamento dell’Antitrust e di eventuali ulteriori sviluppi, fotografando la situazione alla luce della decisione presa oggi dalla Lega Serie A, il massimo campionato di calcio Italiano supera per valore dei diritti Tv (1 miliardo e 400 milioni complessivi, compresi quelli per l’estero) quello del campionato tedesco, la Bundesliga (1.160 milioni), ma rimane indietro rispetto alla Premier league inglese con i suoi 3 miliardi a stagione e alla Liga spagnola (1,6 miliardi).

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Antonello Salerno

Professionista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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