ELEZIONI 2022

Social media, par condicio “autoregolamentata”: via alle norme Agcom

Approvato dal Consiglio dell’authority il regolamento che punta a garantire la correttezza delle comunicazioni politiche in campagna elettorale. Il “tempo di parola” al centro del monitoraggio delle testate televisive. Per il fronte online vale il “Code of Practice on Disinformation”

04 Ago 2022
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Campagna elettorale, via al regolamento Agcom sulla par condicio. Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato le normative da applicare ai media italiani a garanzia del pluralismo. In primo piano le Tv e le radio (nazionali e locali) e la carta stampata che saranno soggetto al monitoraggio e, eventualmente, alle sanzioni da parte dell’authority. Diverso lo scenario per le piattaforme social, chiamate a collaborare ma “mediante procedure di autoregolamentazione”.

Il compito dell’Agcom

Nell’esercizio delle competenze assegnatele dalla legge, l’Autorità, si legge nel documento approvato, “vigila sul rispetto delle disposizioni in materia attraverso la consueta e continua attività di monitoraggio dell’emittenza televisiva e radiofonica, più rigorosa nel periodo di campagna elettorale.

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L’Autorità esercita i suoi poteri di vigilanza, di controllo e sanzionatori anche sull’osservanza delle disposizioni emanate dalla Commissione parlamentare di vigilanza.

La verifica riguarderà il tempo di parola dedicato alle diverse posizioni politiche nei notiziari e nei programmi di approfondimento informativo diffusi da ciascuna testata, “tenuto conto – si legge nel regolamento – del format, della periodicità di ciascun programma nonché della collocazione delle trasmissioni nelle diverse fasce orarie del palinsesto. In sede di valutazione si terrà conto anche del tempo di notizia fruito da ciascun soggetto politico”.

Le regole per i social media

Il regolamento prevede, inoltre, che “le piattaforme per la condivisione dei video siano tenute ad assumere ogni utile iniziativa volta ad assicurare il rispetto dei principi di tutela del pluralismo, della libertà di espressione, dell’imparzialità, indipendenza e obiettività dell’informazione nonché ad adottare misure di contrasto ai fenomeni di disinformazione anche in conformità agli impegni assunti dalle piattaforme nell’ambito del Code of Practice on Disinformation”.

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