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Spotify dichiara guerra ai pirati, stop agli abbonamenti craccati. E sul web scoppia la protesta

Giro di vite della piattaforma per lo streaming musicale contro gli utenti che utilizzano versioni modificate dell’offerta premium: una email li avverte che sospenderà l’account. Ma è polemica online

08 Mar 2018

Ore contate per le versioni pirata di Spotify. La piattaforma di musica in streaming ha dichiarato guerra agli account che utilizzano abbonamenti ‘craccati’. Da qualche giorno, la società ha iniziato a inviare email agli utenti che ritiene stiano accedendo gratuitamente alla versione premium di Spotify pur avendo un profilo gratuito. Nella missiva, la società spiega di aver “rilevato un’attività anormale sull’app”, avvertendo che future violazioni potrebbero comportare la sospensione o addirittura la chiusura dell’account.

In base ai dati pubblicati a dicembre dalla società, scrive ‘Torrentfreak’, circa 71 milioni di utenti nel mondo utilizzano abbonamenti premium che permettono di ascoltare brani illimitatamente (e senza pubblicità) pagando 9,90 euro al mese. Il servizio, a differenza di quello gratuito che ha limitazioni e restrizioni, come lo skip dei brani, offre inoltre la possibilità di scaricare musica sul proprio dispositivo e ascoltarla offline.

Alcuni utenti, però, tramite delle app che consentono di modificare l’accesso su Spotify riuscivano a fruire dei contenuti premium illegalmente, senza pagare l’abbonamento mensile.

La contromossa dell’azienda ha sollevato vivaci proteste in rete: in molti si sono lamentati della “restrizione”, sui social: su Twitter l’hashtag #Spotify è balzato in cima ai trending topic.

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