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MERCATI

Spotify si quota a Wall Street, obiettivo 1 miliardo di dollari

Dopo aver conquistato l’industria musicale con il servizio di streaming la società pronta a testare in Borsa il modello di business. Potrebbe raggiungere un valore di mercato intorno ai 23 mld. Collocamento “lampo”: offrirà le azioni in modo diretto

01 Mar 2018

Dopo aver conquistato l’industria musicale con il suo servizio di streaming online Spotify è pronta a testare il suo modello di business a Wall Street. L’azienda deposita alla Sec la documentazione per la quotazione al New York Stock Exchange. Mossa molto attesa: la società punta a ottenere fino a un miliardo di dollari dalla vendita delle azioni e la capitalizzazione finale potrebbe arrivare fino a 23 miliardi.

Spotify – all’”anagrafe” Spotify Technology – offre un servizio di streaming dal 2008 e conta su 159 milioni di utenti attivi mensili, inclusi 71 milioni di abbonati pagati a livello globale. Apple Music ha circa 36 milioni di abbonati, ma a differenza di Spotify non offre un livello gratuito supportato dalla pubblicità.

Le ambozioni della società sono sempre state alte: la sua missione era ” sbloccare il potenziale della creatività umana dando a un milione di artisti creativi l’opportunità di vivere la propria arte e a miliardi di fan l’opportunità di farsi ispirare da loro”.

Per l’industria musicale, Spotify è benzina allo stato puro. Dopo un decennio di stallo/declino il mercato della musica ha iniziato a rimettersi ni moto intorno al 2015, proprio quando lo streaming ha cominciato a prendere piede.

Negli Stati Uniti lo streaming rappresenta circa due terzi dei ricavi della musica registrata, secondo la Recording Industry Association of America, e le piattaforme di streaming come Spotify, Apple Music, YouTube e SoundCloud sono diventate i nuovi punti vendita.

La società sceglie una quotazione ‘diretta’, ovvero senza il tradizionale processo che accompagna le initial public offering, incluso il road show e la successiva determinazione del prezzo. Spotify con la quotazione diretta quoterà i sui titoli al Nyse nel giorno prefissato con il prezzo di apertura determinato dall’andamento degli ordini di acquisto e vendita. Si tratta di una mossa inusuale da parte di una società che aspira a quotarsi: Spotify ha depositato la cosiddetta documentazione F-1 che contiene informazioni finanziarie di più anni e con la quale potrebbe sbarcare in Borsa già nella settimana del 26 marzo. Una quotazione diretta consente a Spotify anche di risparmiare milioni di dollari in commissioni alla banche advisor, considerato che Snapchat ha versato 100 milioni di dollari per la sua ipo. Dal prospetto emerge che i ricavi nel 2017 sono saliti a 4,1 miliardi di euro, il 39% in più rispetto all’anno precedente. In forte aumento anche le perdite: 1,24 miliardi di euro lo scorso anno a fronte di un rosso di 539 milioni nel 2016 e di 230 milioni nel 2015.

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