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“Stop al beauty contest”: da Femi e Altroconsumo diffida a Passera

Le due associazioni chiedono l’annullamento delle procedure per l’assegnazione dei multiplex e lanciano una raccolta di firme: “Operazione anticoncorrenziale e antieconomica”

15 Dic 2011

Un sistema televisivo con più concorrenza, aperto e libero. È
quanto chiedono la Femi (Federazione dei media digitali
indipendenti) ed Altroconsumo con la diffida formale presentata al
ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera perché disponga
il ritiro del bando per l’assegnazione dei diritti d’uso delle
nuove frequenze per la tv digitale terrestre (il cosiddetto
“Beauty Contest”).

Nel testo della diffida, la Femi ed Altroconsumo – considerate le
caratteristiche anticoncorrenziali ed antieconomiche della
procedura “Beauty Contest” – diffidano il Ministro per lo
Sviluppo Economico a disporre l’annullamento in autotutela, o la
revoca, del bando e del disciplinare di gara, provvedendo alla sua
riscrittura secondo criteri che assicurino un’effettiva apertura
concorrenziale dei mercati e il buon andamento della pubblica
amministrazione.

"Il bando – scrivono le due associazioni -, nato come risposta
dello Stato italiano alla procedura di infrazione avviata dalla
Commissione Europea per la mancanza di una effettiva concorrenza
nel mercato televisivo – sacrifica in effetti i principi di
concorrenza e pluralismo del mercato a favore dei principali player
del settore: Rai, Mediaset e Telecom. Il meccanismo di assegnazione
del “Beauty Contest”, che come noto non prevede oneri di tipo
economico a carico del vincitore della gara, non appare tra
l’altro la scelta più opportuna di fronte al drammatico stato di
crisi in cui versa il Paese. In questo momento vi è più che mai
bisogno di utilizzare in modo razionale ed efficiente le risorse
disponibili, rappresentate in tal caso dalle frequenze, bene
dell’intera comunità".

Una simile procedura non può garantire, secondo Femi e
Altroconsumo, il buon andamento e l’imparzialità della pubblica
amministrazione, anche alla luce del differente criterio adottato
per l’assegnazione delle frequenze destinate ai sistemi mobili.
In tal caso, infatti, l’AgCom ha preferito optare per un’asta
al rialzo fra tutti gli operatori del settore garantendo allo Stato
una somma pari a 3,7 miliardi di Euro dalla sola assegnazione del
primo lotto, oltre un miliardo in più rispetto all’obiettivo
minimo previsto.

“È inaccettabile – precisa Giampaolo Colletti, presidente
della Femi – quanto si paventa sul tema del Beauty Contest. Ancora
di più in questa particolare fase economica, le risorse
strategiche rappresentate dalle frequenze della tv digitale
terrestre sarebbero da assegnare in modo trasparente, attenendosi
scrupolosamente agli elementari principi di concorrenza e
pluralismo del mercato”.

“Se non verrà annullato il Beauty Contest – afferma il
presidente di Altroconsumo Paolo Martinello – il rischio è che si
porterà purtroppo a compimento il disegno risalente alla legge
Gasparri a discapito della concorrenza e della pluralità
dell’informazione. Altroconsumo già nel 2005, con un esposto
inviato alla Commissione europea, aveva ottenuto l’apertura di
una procedura di infrazione contro l’Italia in seguito
all’introduzione della legge Gasparri, che disciplinava il
passaggio dal sistema televisivo analogico a quello digitale
cristallizzando il duopolio televisivo nel nuovo contesto
tecnologico e arrecando limitazioni ai diritti e agli interessi dei
consumatori. Procedura di infrazione poi puntualmente avviata dalla
Commissione e ancora non ritirata definitivamente”.

La diffida – predisposta dagli avvocati Guido Scorza, Carmelo
Giurdanella, Elio Guarnaccia, Dario Reccia e Francesca Bilardo – è
stata notificata anche alla Commissione Europea, all’Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni, all’Autorità Garante della
concorrenza e del Mercato ed all’Autorità per la Vigilanza sui
Contratti Pubblici invitandole ad esercitare i poteri di controllo
e di vigilanza di propria competenza.