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Switch off, la Toscana approva la legge regionale

Previsti un milione di euro per la copertura finanziaria. Intanto la Liguria scrive a Romani: “Servono interventi per rendere il passaggio al digitale meno traumatico”

14 Set 2011

Digitale terrestre, approvata la legge regionale in Toscana. A
larga maggioranza – con la sola astensione di Pieraldo Ciucchi,
Gruppo misto – l'aula del Consiglio regionale ha licenziato il
testo già sensibilmente emendato in Commissione Cultura e
ulteriormente integrato durante i lavori dell'Assemblea.
Approvato anche un ordine del giorno collegato – astenuta la Lega –
che detta indirizzi alla Giunta regionale.

La legge, come illustrato dal presidente della commissione Cultura,
Nicola Danti (Pd), individua 'misure urgenti per venire
incontro alle necessità che arriveranno da territori, mondo
dell'emittenza e cittadini a poche settimane dallo switch off
nella nostra regione'.

Tra gli obiettivi del testo, ha aggiunto Danti, gli interventi a
favore delle emittenti locali e delle realtà territoriali piu'
marginali del territorio regionale, tenuto conto che sono 15 i
comuni nei quali molto probabilmente non vi sara' segnale per
la ricezione della Rai, e che per altri bisognera' attendere la
partenza vera e propria del digitale per capire se e quanto saranno
pronunciati i disagi. Il testo, ha continuato Danti, 'prevede
anche una campagna di informazione per la popolazione e accordi con
associazionismo, volontariato e scuole per l'assistenza alle
fasce di popolazione piu' deboli, per primi gli anziani'.
Infine, previsti accordi con le associazioni di categoria degli
antennisti per la trasparenza dei servizi e dei prezzi che saranno
forniti nel momento del passaggio al digitale.

Per la copertura finanziaria della legge e' prevista la cifra
complessiva di 1.050.000 euro per il 2011. Approvato un emendamento
del Pdl – illustrato dal consigliere Tommaso Villa -, che mira a
revocare i contributi alle emittenti che non onoreranno gli impegni
sulla programmazione previsti dall'articolo 5 della legge.
Respinto invece l'emendamento presentato dal vicepresidente
della Commissione, Giovanni Donzelli (Pdl), che mirava a escludere
dai finanziamenti le emittenti che trasmettano televendite con
carattere pornografico e che 'tendano in vario modo a carpire
la fiducia dei soggetti piu' deboli mediante contenuti
attinenti al magico o al paranormale'.

Approvato anche un emendamento del presidente Danti sul sistema dei
controlli che la giunta dovrà attivare successivamente al bando
per l'assegnazione dei finanziamenti

Approvato un ulteriore emendamento – firmatario Paolo Marini
(Fed.Sinistra-Verdi) – che mira a coinvolgere le associazioni dei
consumatori nella fase di assistenza a cittadini e fasce deboli nel
momento del passaggio alla nuova tecnologia.

L'aula ha poi respinto due emendamenti proposti dalla Lega
Toscana Nord che chiedevano di favorire l'associazione tra
emittenti e di prevedere il finanziamento ad almeno una televisione
per provincia.

Da Ciucchi (Psi) anche alcuni 'consigli alla Giunta':
creare una task force che segua passo passo il processo per essere
'pronta a supportare i cittadini e le famiglie' e segua la
disponibilita' di fondi europei ed emani un bando includendo le
imprese televisive in quelle destinatarie di finanziamenti

Intanto in Liguria il presidente della Regione Claudio Burlando
scrive al ministro Paolo Romani chiedendo che intervenga "per
rendere meno traumatico il passaggio al digitale terrestre in
Liguria, evitando lo spegnimento del segnale televisivo in vaste
aree".
Lo rende noto l'assessore all'industria della Regione
Liguria, Renzo Guccinelli esplicitando la preoccupazione della
Regione sull'imminente switch off che partirebbe il 10 ottobre
per concludersi il 2 dicembre.

'Nella sua lettera – spiega Guccinelli – il presidente Burlando
rimarca al Ministro la necessita' di intervenire , adottando
ogni azione che renda meno problematico il passaggio al digitale,
in una regione montuosa come la nostra e piena di ripetitori tv. A
preoccupare Burlando – continua Guccinelli – e' soprattutto
l'assenza di azioni propedeutiche che il ministero di Romani
non avrebbe adottato, tra cui anche uno slittamento dei tempi di
switch off, in considerazione del persistere dei problemi segnalati
dalle emittenti televisive e dagli enti locali, proprietari di
impianti di trasmissione'.

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