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TikTok, gli Usa pronti al ban: “Preoccupazioni per la sicurezza nazionale”

Presentata una proposta di legge bipartisan. Intanto il Senato dà il via libera al divieto per i dipendenti federali di utilizzare l’app su dispositivi di proprietà del governo. Ora la palla passa alla Camera dei Rappresentanti. La difesa della piattaforma: “Tutta disinformazione”

Pubblicato il 15 Dic 2022

tiktok

Il senatore della Florida Marco Rubio e due deputati, il repubblicano del Wisconsin Mike Gallagher e la democratica dell’Illinois Raja Krishnamoorthi, sono gli autori di quello che potrebbe essere l’innesco di una “guerra” fra gli Usa e TikTok: a loro firma è stata infatti avanzata una proposta di legge bipartisan per impedire al social di operare totalmente negli Stati Uniti. Inoltre impone lo stop a tutte le transazioni negli Usa delle compagnie social che sono basate o sostanzialmente influenzate da Paesi stranieri come Russia, Cina e altri.

La proposta fa seguito all’approvazione da parte del Senato, in attesa del vaglio della Camera dei Rappresentanti prima di passare al presidente Joe Biden, di un disegno di legge che prevede, più in particolare, di impedire ai dipendenti federali di utilizzare l’app cinese su dispositivi di proprietà del governo.

Preoccupazioni per la sicurezza nazionale

Negli ultimi tempi, il clima nel Paese si è particolarmente inasprito nei confronti del social network di Bytedance: a condividere le preoccupazioni sull’app cinese e i suoi rischi per la sicurezza sono state sia l’amministrazione di Joe Biden sia l’ex presidente Donald Trump. Il segretario al Tesoro Janet Yellen ha recentemente affermato che l’app presenta “legittime preoccupazioni per la sicurezza nazionale” degli Stati Uniti, e all’inizio del mese, il direttore dell’Fbi Christopher Wray ha spiegato che la società di TikTok è controllata dal governo cinese, che potrebbe “usarla per operazioni di influenza”. In questo scenario, diversi Stati tra cui Utah, Maryland e Texas hanno già cercato di vietare l’uso di TikTok nelle agenzie governative. 

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Tik Tok si difende: “Tutta disinformazione”

TikTok ha affermato che le preoccupazioni sono in gran parte alimentate dalla disinformazione e si è detta felice di incontrare i responsabili politici per discutere le pratice aziendali. “È preoccupante che, invece di incoraggiare il Governo a concludere la revisione sulla sicurezza nazionale di TikTok, alcuni membri del Congresso abbiano deciso di spingere per un divieto dettato da motivazioni politiche, che non farà nulla per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti – ha affermato l’azienda -. TikTok è amato da milioni di americani che usano la piattaforma per imparare, far crescere le loro attività e connettersi con contenuti creativi che portano allegria. Continueremo a informare i membri del Congresso sui piani che sono stati sviluppati sotto la supervisione delle più importanti agenzie di sicurezza nazionale del nostro Paese, piani che siamo in procinto di implementare, per rendere ancora più sicura la nostra piattaforma negli Stati Uniti“.

Trattative in corso per proteggere i dati degli utenti

Il Comitato del governo per gli investimenti esteri negli Stati Uniti (Cfius), potente organismo di sicurezza nazionale, nel 2020 aveva ordinato a ByteDance di cedere TikTok a causa dei timori che i dati degli utenti statunitensi potessero essere trasmessi al governo cinese, ma ByteDance non aveva dato seguito all’intimazione. Attualmente, il Cfius e TikTok sono in trattative per raggiungere un accordo per proteggere i dati degli oltre 100 milioni di utenti, ma sembra che non verrà raggiunta alcuna intesa prima della fine dell’anno.

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