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IL CASO

Tinder nel mirino di Mosca: il dating online può nascondere attività illecite

La app di incontri, di proprietà di Match Group, entra nella “lista nera” delle osservate speciali: sarà obbligata a conservare i metadati degli utenti sui server all’interno della Russia per almeno sei mesi nonché messaggi di testo, conversazioni audio e video

04 Giu 2019

Antonio Dini

È uno dei pochi incubi sulla privacy che accomuna politici e amministratori con la gente comune, soprattutto negli Usa: che Tinder, l’app per il dating online, possa rivelare a una potenza straniera i dettagli di vite spesso molto più promiscue di quanto non sembri dal di fuori.

Per la gente comune è la paura di mettere in crisi magari un matrimonio o un fidanzamento, per un politico o un amministratore si può rivelare una forma di possibile ricatto e controllo. Una di quelle formule che, dai tempi dei romanzi di spionaggio della guerra fredda e della cortina di piombo era chiamato “kompromat”: il ricatto basato su materiali compromettenti spesso a sfondo sessuale.

L’incubo adesso si realizza: lunedì Mosca ha informato di aver aggiunto Tinder alla lista dei soggetti obbligati a fornire dati e messaggi su richiesta alle forze dell’ordine, compresa l’agenzia di controspionaggio Fsb, che è l’erede del Kgb dei tempi dell’Unione sovietica.

Roskomnadzor, il servizio di telecomunicazione e media radiotelevisivo russo, ha dichiarato in una nota che Tinder è stato aggiunto al suo registro speciale alla fine del mese scorso, dopo aver fornito le informazioni necessarie per consentirne l’aggiunta. La mossa, parte di una più ampia spinta russa per la regolamentazione di Internet, vuol dire in pratica che Tinder sarà obbligato a conservare i metadati degli utenti sui server all’interno della Russia per almeno sei mesi, nonché i loro messaggi di testo, audio o video.

Le forze dell’ordine della Russia, come il servizio di sicurezza dell’Fsb possono richiedere alle aziende presenti sul registro di consegnare i dati. L’accresciuta regolamentazione di Internet da parte dello stato russo ha suscitato critiche da parte di alcuni politici dell’opposizione e ha scatenato proteste da parte di attivisti che sono preoccupati per quello che dicono essere il controllo strisciante in stile cinese del mondo online. Le autorità però respingono questo come una lettura riduttiva e fuorviante, dicendo che si stanno proteggendo legittimamente contro le minacce degli estremisti. Tinder, di proprietà di Match Group, consente agli utenti di fare swipe a destra o a sinistra approvando o bocciando potenziali candidati nella ricerca di partner e ha milioni di utenti in tutto il mondo. Molti siti popolari di e-mail, messaggistica e social media sono già presenti nel registro russo, incluso il VKontakte della Russia, e le autorità stanno iniziando a rivolgere la loro attenzione anche ai servizi stranieri. La Russia ha tentato e fallito di bloccare l’accesso al servizio di messaggistica di Telegram, dopo che questo si era rifiutato di obbedire a un ordine simile, per fornire alla alle agenzie statali l’accesso ai messaggi dei suoi utenti.

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