LE PRESIDENZIALI

Usa 2020, Facebook lancia il “vademecum” anti fake news

Il Coronavirus costringe molti Stati americani ad ampliare il ricorso al voto via posta: lo spoglio delle schede potrà durare diversi giorni. Il social di Mark Zuckerberg vara un programma di formazione per i suoi utenti e istituisce nuove regole per la pubblicazione di post politici

04 Ago 2020

Patrizia Licata

giornalista

Anche Facebook, come tutti i media americani, si prepara per gestire il più importante appuntamento politico del 2020: le elezioni presidenziali di novembre. Il coronavirus ha cambiato l’intero scenario: molti elettori esprimeranno la loro preferenza via posta e il conteggio dei risultati non sarà immediato come nella partecipazione al voto in cabina elettorale. Occorre far capire al pubblico americano non solo come si vota ma, soprattutto, come si conoscerà l’esito del voto: quest’anno non sarà un vero Election Day, ma, come suggeriscono i dirigenti del canale Tv Nbc, una Election Week.

Come scrive il New York Times, occorrerà tanta pazienza e molta informazione di qualità da parte dei giornali e delle reti televisive. E anche dei social media, tacciati dal presidente Donald Trump di diffondere notizie false e tendenziose che lo sfavoriscono. In tutta risposta il ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, ha annunciato che preparerà la sua audience al voto con uno specifico programma di formazione e combatterà le fake news con precise regole su ciò che si può pubblicare riguardo ai risultati non definitivi del voto.

Trump: “Elezioni fraudolente”

L’inquilino della Casa Bianca comincia a temere l’ascesa dello sfidante Democratico Joe Biden, che molti negli Usa danno come super-favorito, e non ha esitato ad affermare (come sempre su Twitter) che, con il sistema del voto universale via posta, quella del 2020 “sarà l’elezione più inaccurata e fraudolenta della storia. Sarà motivo di imbarazzo per gli Usa”. Il presidente ha persino proposto di rimandare le elezioni fino a che le persone no potranno votare “in modo appropriato e sicuro”. Lo Universal vote by mail consente di votare anche già prima del giorno delle elezioni e spedire il voto per posta.

La risposta di Facebook

In tutta risposta Zuckerberg, in un’intervista col New  York Times, ha detto che preparerà i suoi utenti per il difficile periodo post-elezioni. Facebook avvierà un programma di formazione per “rendere le persone consapevoli del fatto che è altamente probabile che occorreranno giorni, se non settimane, per contare i voti – e non c’è niente di sbagliato o illegale in questo”, ha affermato Zuckerberg. Facebook sta anche considerando nuove regole che riguardano annunci prematuri di vittoria da parte di qualunque candidato o partito o altre dichiarazioni sull’esito del voto. L’azienda di Menlo Park ha anche un “centro elezioni” che fonderà le sue informazioni solo sulle agenzie di stampa per comunicare i risultati definitivi.

Il coronavirus stravolge il voto

Negli Stati Uniti decine di stati hanno ampliato l’accesso al voto per posta, a causa dell’emergenza coronavirus che ancora non accenna ad allentare la presa e rende rischioso per la salute delle persone assembrarsi nei siti dove si vota di persona. Ciò, però, vuol dire che il conteggio dei voti richiederà molto più di un giorno.

Questo radicale cambiamento nella prossima tornata elettorale potrebbe aumentare la diffusione di fake news sui social e la manipolazione dell’opinione pubblica. Non solo il presidente Trump, ma altri politici Repubblicani hanno espresso parere contrario al voto per posta. Proprio per rispondere a queste critiche, Facebook mette le mani avanti: la piattaforma ha segnalato le affermazioni di Trump sul rischio di un voto “fraudolento” e creato un link a informazioni corrette sul voto e sul conteggio del risultati. Lo scopo è combattere le fake news e dare al tempo stesso un chiaro segnale alle accuse di Trump.

Già nei giorni scorsi Facebook aveva annunciato una nuova strategia a tutto campo contro le fake news che si basa su una serie di strumenti e iniziative per combattere la disinformazione e contribuire ad aumentare la consapevolezza degli utenti e che include la collaborazione con i fact-checkers.

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