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Il CONTENZIOSO

Vivendi, sul nodo Mediaset-Tim deciderà la Corte di Giustizia Ue

Il Tar rimanda ai giudici di Strasburgo la decisione sul ricorso della società francese. In ballo la risoluzione Agcom che faceva perno sui tetti imposti dalla legge Gasparri

06 Nov 2018

Vivendi-Mediaset, il Tar chiede l’intervento della Corte di Giustizia europea. In ballo la legittimità della decisione dell’Agcom che aveva imposto a Vivendi di alleggerire la sua partecipazione in Telecom Italia o Mediaset. Il gruppo francese aveva chiesto l’annullamento della delibera (178/17/CONS) del 18 aprile 2017 con cui l’Autorità concluse che la posizione della stessa Vivendi nel settore delle comunicazioni elettroniche e nel sistema integrato delle comunicazioni, in ragione delle partecipazioni azionarie detenute in Telecom Italia e Mediaset, integrava una violazione del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici.

Nell’ordinanza il Tar effettua un excursus della vicenda all’esame del collegio, interessandosi poi sui motivi d’impugnazione di Vivendi, sulle controdeduzioni difensive di Agcom e Mediaset e sul quadro normativo in tema di libertà di informazione e pluralismo nell’ordinamento comunitario e nazionale.

Dopo aver focalizzato la sua attenzione sull’articolo 43 del Testo Unico che “contiene – specifica il Tar – prescrizioni in tema di rispetto del pluralismo e disciplina, allo stesso tempo, i poteri attribuiti all’Autorità, finalizzati al controllo del rispetto di tali previsioni” e illustrati i motivi tecnici del rinvio pregiudiziale, i giudici amministrativi hanno sostenuto che “appare necessario valutare l’adeguatezza e la proporzionalità delle restrizioni, imposte dal più volte citato art. 43, comma 11 del Tusmar in rapporto ai principi di libertà di stabilimento e di libera circolazione dei capitali, riconosciuti dal diritto comunitario, ma da contrapporre ad altrettanto rilevanti e riconosciuti principi, quali la libertà e il pluralismo dell’informazione”.

L’effetto è l’ordinanza con la quale il collegio ha sollevato, innanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, una serie di “questioni pregiudiziali di interpretazione”. Si ricorda che l’Agcom, accertando l’influenza dominante di Vivendi in Telecom (con il 23,9%) e in Mediaset (con il 29,9%), ha ritenuto superati i tetti fissati dalla legge Gasparri e ha ordinato a Vivendi di rimuovere la posizione vietata entro un anno. Ad aprile 2018 i francesi hanno trasferito a Simon Fiduciaria la titolarità del 19,19% delle azioni di Mediaset mantenendo, di conseguenza, una partecipazione azionaria diretta inferiore al 10% dei voti esercitabili in assemblea.

Sul fronte Tim il presidente Fulvio Conti accelera sulla nomina della società di revisione: giovedì prossimo il cda Tim deciderà anche la data dell’assemblea per la nomina dei revisori. Ad aprile Elliott e Vivendi non erano riusciti a trovare la quadra su chi dovrà certificare i bilanci dei prossimi 9 anni. Se il board dovesse trovare un accordo la data potrebbe essere il 14 dicembre o la settimana successiva.

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