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Yahoo!, ora il rischio è la fuga dei cervelli

Il futuro incerto del portale spinge decine di executive e ingegneri a esplorare nuove possibilità. Il management garantisce: “I nostri asset valgono, siamo impegnati sull’innovazione”

06 Dic 2011

Tra i problemi di Yahoo ora c’è da calcolare anche la fuga dei
cervelli. Almeno in parte. Mentre l’azienda perde quote nella
ricerca e nella pubblicità online e il futuro si prospetta
incerto, con la possibilità di un rilevamento parziale del private
equity o addirittura totale dei partner Alibaba e Softbank, alcuni
dei 14.000 dipendenti di Sunnyvale sono pronti a trovarsi un nuovo
lavoro.

Sicuramente i top executive come il Ceo Tim Morse, il chief product
officer Blake Irving e il capo della regione America Ross Levinsohn
sono impegnati a riportare la Internet company alla crescita, ma
molti altri nelle fila della società americana stanno considerando
nuove opportunità di carriera, stando a una serie di interviste
con dipendenti dell’azienda e “cacciatori di teste” della
Silicon Valley sentiti dal Wall Street Journal.

La fuga di cervelli da Yahoo è acuita dal fatto che il mercato del
lavoro nella Silicon Valley è tornato a muoversi. "Tutti i
dipendenti di Yahoo che chiamiamo per sondare la disponibilità a
cambiare azienda si dimostrano interessati”, sottolinea Ed
Zschau, recruiter della Silicon Valley. E David Mathison, recruiter
della società di headhunting Chadick Ellig, dice che ad agosto
oltre venti dipendenti di Yahoo, tra cui alcuni vice president, si
sono connessi con lui su LinkedIn segnalando il proprio interesse a
discutere nuove opzioni.

Per Greg Cohn, ex top manager di Yahoo che a ottobre si è
licenziato per fondare una propria società, Yahoo è ancora in
grado di sfornare progetti interessanti, ma l’incertezza che
circonda il futuro dell’azienda è “una distrazione per le
persone che dovrebbero concentrarsi sulla messa a punto di nuovi
prodotti”. Il cda dovrà essere più deciso nelle sue iniziative
per trattenere i dipendenti perché “è difficile creare
innovazione in un clima come quello che si respira oggi a
Sunnyvale”.

Insomma, l’ex di Yahoo pensa che occorrono misure più aggressive
di quelle che, in verità, il management dell’azienda ha già
cercato di mettere in atto: per esempio, il co-fondatore di Yahoo
David Filo si è incontrato con i dipendenti per delle sessioni di
mentoring e per collaborare sui nuovi progetti, mentre il Ceo ad
interim Morse ha assicurato agli impiegati che le società che si
sono fatte avanti per comprare una quota di Yahoo attribuiscono
grande valore alle attività dell’azienda. Anche i membri del cda
si sono rivolti ai dipendenti in più occasioni sottolineando come
Yahoo sia impegnata al massimo ad "accelerare
l’innovazione" e a "riaccendere l’ispirazione” nei
suoi collaboratori.

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