L'EVENTO GOOGLE

Cardani: “Etica digitale? Iper-regolazione non è strada giusta”

Il presidente dell’Agcom accende i riflettori sull’importanza della formazione per fare fronte agli usi impropri della Rete. Ma si dice contrario a soluzioni “muscolari”. “Bisogna favorire la collaborazione degli attori interessati. Ascoltare la voce dei grandi player”

Pubblicato il 06 Lug 2017

AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Cardani: “Etica digitale? Iper-regolazione non è strada giusta”

No all’iper-regulation, sì all’approccio multistakeholder e soprattutto promozione di una nuova educazione civica per formare i cittadini digitali: questo il messaggio del presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Angelo Cardani, intervenuto oggi all’evento “Digitali e Responsabili”, la nuova iniziativa presentata da Google a Roma con CorCom come media partner.

La riflessione di Cardani ruota intorno a opportunità e responsabilità per il cittadino digitale, un binomio essenziale per preservare i diritti fondamentali anche nell’era di Internet e per esercitare a pieno il ruolo di cittadino, ovvero parte della “cosa pubblica”. “in questi anni si è formata una categoria di cosiddetti cittadini digitali, ovvero individui che usano il digitale in senso lato con molta disinvoltura, familiarità e naturalezza, soprattutto i giovani. Ma non sono veramente cittadini digitali, è sulla parola cittadino che sorgono dubbi”, ha affermato il presidente Agcom. “Non basta utilizzare una tastiera con perizia o conoscere bene i software per essere dei veri cittadini digitali: occorre essere integrati nella struttura del proprio paese, avere un rapporto con le istituzioni e con la società attuale. Gli usi impropri della Rete che osserviamo oggi mostrano un’ignoranza dell’etica digitale e questo è il nodo da affrontare e possibilmente risolvere”.

Fondamentale sarà dunque il ruolo delle autorità e delle imprese nel formare le persone, giovani e meno giovani, a trasformarsi pienamente in cittadini digitali, come in “un corso di educazione civica per l’era digitale”. Tuttavia, intervenire con un’iper-regolazione non è la via giusta, secondo Cardani: “Non approvo una soluzione ‘muscolare’, non mi sembra serio da parte di uno Stato fare leggi a ripetizione”. Per il presidente Agcom poche leggi buone e applicabili sarebbero molto più efficaci che tante leggi difficili da far rispettare. “La soluzione non è iper-normare”, ha ribadito Cardani. “Se c’è un problema di formazione del cittadino digitale, di rispetto dei dati o dell’informazione corretta, dobbiamo intervenire con una collaborazione tra tutti gli attori interessati. Sono convinto che i settori che creano problemi contribuiranno prima o poi a risolverli, perché possono comprometterne la redditività. I grandi player che conoscono molto bene il settore possono proporre soluzioni migliori dei parlamentari e l’iniziativa di Google oggi risponde a questa logica”.

Anche Agcom

ovviamente fa la sua parte, con studi di settore e dialogo costante con gli stakeholder.Per governare un fenomeno travolgente e innovativo come la rivoluzione digitale Agcom è orientata a preferire una strategia regolatoria fondata sulla gradualità degli interventi, sulla moral suasion e la light-touch regulation. E’ a partire da queste premesse che il regolatore guarda con interesse e favore a progetti come quello promosso da Google. Al tempo stesso”, ha concluso Cardani, “teniamo a sottolineare l’importanza che queste iniziative, la loro efficacia, la loro neutralità, la loro natura di servizio al cittadino, siano soggette anche a un vaglio istituzionale. E’ questo il ruolo che Agcom intende svolgere su tali temi”.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x