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STRATEGIE

Google ci riprova in Cina: in cantiere un centro di ricerca sull’intelligenza artificiale

Messa al bando da Pechino che censura i servizi e i prodotti di Mountain View, l’azienda punta sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale usando talenti locali per rientrare sul mercato cinese

13 Dic 2017

patrizia licata

giornalista

Google aprirà un centro di ricerca sull’intelligenza artificiale (AI) in Cina: attrarrà talenti locali e li metterà al lavoro su prodotti e servizi basati sui più avanzati algoritmi di apprendimento per i software, anche se al momento i prodotti e servizi del colosso americano sono vietati dal governo di Pechino. Le autorità cinesi hanno infatti messo praticamente al bando il motore di ricerca di Google, il suo app store, i servizi email e cloud e il canale video You Tube.

Pechino impone severe regole alle aziende straniere che entrano sul mercato nazionale: si va dalla censura dei contenuti all’obbligo di condivisione di almeno parte della proprietà intellettuale. I regolatori cinesi del cyber-spazio (Cyberspace Administration of China) sostengono che le restrizioni sui media e le piattaforme Internet estere servono a bloccare interferenze che arrecano instabilità al paese e mettono in dubbio i principi del socialismo.

Cacciata dalla porta, Google cerca di rientrare dalla finestra facendo leva sulle ambizioni del governo cinese di fare della Tigre asiatica un campione mondiale nella ricerca e sviluppo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.  In un comunicato sul suo blog ufficiale, Google ha detto che il centro di ricerca cinese è il primo nel suo genere in Asia (l’azienda ne ha altri a New York, Toronto, Londra e Zurigo, con cui il laboratorio cinese farà “rete”) e impiegherà un piccolo gruppo di persone che si aggiunge ai dipendenti che già lavorano nei suoi uffici a Pechino.

Il re-ingresso commerciale di Google in Cina non è probabile nell’immediato futuro, ma il colosso di Mountain View spera nei suoi prodotti di AI che pubblicizza ampiamente presso il governo nazionale e le amministrazioni locali. Quest’anno, per esempio, Google ha ospitato in Cina una gara di Go (tradizionale gioco cinese) in collaborazione con le autorità cinesi: un suo software super-intelligente si è battuto contro il campione mondiale di Go, Ke Jie, un evento che ha ricevuto grande risalto sui media internazionali, ma che su quelli cinesi, riporta Reuters, è stato messo a tacere.

“La scienza dell’AI non ha confini, e così i suoi benefici”, si legge ora nel comunicato con cui Google annuncia il nuovo centro di ricerca. Il colosso americano non molla: a inizio mese il suo Ceo Sundar Pichai ha partecipato a una conferenza gestita dalla Cyberspace Administration of China e ha concentrato tutti i suoi interventi sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, evitando abilmente ogni possibile riferimento al ritorno della sua azienda sul mercato cinese. Per ora.

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