LAVORO

Google licenzia i dipendenti-sindacalisti, indaga il National Labor Relations Board

Dopo il licenziamento di un ingegnere che aveva sviluppato un’estensione del broswer aziendale per informare i colleghi sul diritto ad organizzarsi, l’ente Usa ha aperto un’inchiesta per valutare se l’azienda scoraggi l’attività sindacale. Ma BigG non ci sta: “Abbiamo allontanato solo chi abusava dell’accesso privilegiato ai nostri strumenti”

18 Dic 2019

Antonio Dini

Sospesa da novembre, licenziata dieci giorni prima di Natale. La dipendente di Google, un ingegnere che si occupa di sicurezza, che ha realizzato una estensione del browser aziendale per informare i suoi colleghi del diritto di organizzarsi a fine sindacale all’interno dell’azienda, ha avuto una uscita molto veloce: tre ore dopo aver pubblicato l’aggiornamento è stata fermata dalla sicurezza interna, interrogata e poi allontanata dal campus di Google. E questo dopo che, all’inizio di dicembre, il National Labor Relations Board aveva aperto una investigazione per valutare l’operato dell’azienda. Google all’inizio del mese aveva anche licenziato quattro dipendenti e il National Labor Relations Board sospetta che l’azienda possa avere in piedi delle attività che servono a scoraggiare i dipendenti dall’organizzarsi.

Intanto l’ingegnere per la sicurezza licenziato questa settimana si chiama Kathryn Spiers ed è “colpevole”, riportano le agenzie stampa, di aver aggiornato una estensione di Chrome interna, cioè riservata all’utilizzo dei dipendenti americani di Google. L’estensione si attiverebbe ogni volta che un dipendente si collega al sito di IRI Consultants, l’azienda incaricata da Google di stoppare le crescenti attività sindacali e proto-sindacali all’interno dell’azienda. «I Googlers [cioè i dipendenti di Google, NdR] hanno il diritto di partecipare alle attività concertate in maniera protetta», dice il messaggio scritto da Spiers.

Dopo essere stata sospesa subito prima del giorno del ringraziamento, la Spiers è stata licenziata la stessa settimana in cui sono stati stati licenziati anche altri quattro dipendenti che aveva dichiarato che Google è impegnata in attività illegali per cercare di scoraggiare i dipendenti ad organizzarsi tra di loro a fini sindacali.
Relativamente al licenziamento Google ha dichiarato: «Abbiamo dismesso un dipendente che abusava dell’accesso privilegiato che gli ha consentito di modificare uno strumento interno di sicurezza». Questa è per Google “una seria violazione” che ha comportato la misura del licenziamento.
Spiers ha replicato che stava agendo nell’interesse dei suoi colleghi: «Non ho fatto altro che notificare i miei colleghi degli obblighi di Google derivanti dalla legge sul lavoro. Ci si aspetta infatti che i Googlers prendano delle iniziative ed è molto importante che l’alta direzione venga considerata responsabile».

In questo periodo le relazioni tra Google e la National Labor Relations Board sono tese: l’organizzazione statale per il lavoro ha aperto infatti una inchiesta per il licenziamento di quattro dipendenti lo scorso mese e l’accusa se Google scoraggi veramente i dipendenti dall’organizzarsi. Da tempo Google viene criticata internamente per alcune scelte di mercato: l’accordo con il governo di Pechino per costruire un motore di ricerca “addomesticato” (e censurato) in cambio del rientro nel mercato cinese, e sul fronte domestico l’accordo con il Dipartimento della Difesa per costruire le intelligenze artificiali di droni da combattimento.

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