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L’ACQUISIZIONE

Google si rafforza sui big data: takeover da 2,6 miliardi di dollari su Looker

La società di analytics è la prima grande operazione di mercato del nuovo capo del cloud, Thomas Kurian, che ha preso il posto di Diane Greene all’inizio dell’anno

07 Giu 2019

Antonio Dini

Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia, cantava Francesco De Gregori. E adesso è arrivato il momento di giudicare Thomas Kurian, Ceo di Google Cloud dall’inizio dell’anno. Ha sostituito Diane Greene, ex fondatrice e Ceo di VMware nel 1998 nonché a capo della divisione cloud B2B della casa di Mountain View a partire dal 2015.

Kurian ha avuto per ventidue anni un ruolo di punta ad Oracle, dove è stato presidente dello sviluppo dei prodotti, un’armata di circa tremila differenti referenze software che comprendevano tutto: dal gioiello della corona Oracle Database ai prodotti integrati per Erp, Crm e gestione della catena dei fornitori. Poi il passaggio a Google, gettandosi nella mischia di uno dei settori più competitivi del mercato IT in questo momento, con la responsabilità di trovare la quadra per la società più importante dal punto di vista del cloud ma anche la più debole fra i primi tre (Amazon AWS e Microsoft Azure).

E arriva il tempo del primo giudizio su Kurian, con l’acquisizione “importante” di Looker per 2,6 miliardi di dollari in contanti che porta nell’orbita di Google la società non quotata in Borsa che si occupa di big data e analytics.

La divisione di cloud computing di Google è come detto al terzo posto ben dopo Amazon e Microsoft in termini di entrate derivanti dall’affitto di infrastrutture IT per le imprese. Ma c’è ovviamente un razionale strategico nella scelta di Kurian.

Uno dei prodotti più forti per attrarre i clienti, secondo gli analisti sentiti da Reuters, è BigQuery, uno strumento per la gestione di grandi set di dati. Kurian ha detto a Reuters in un’intervista che raddoppiare nell’analisi dei dati ha senso perché consente di colmare alcune lacune nell’unità di business. Looker e Google Cloud hanno culture simili e condividono più di 350 clienti tra cui Blue Apron Holdings e Hearst Communications.

“Quando abbiamo cercato di capire – ha detto Kurian – come ampliare il nostro portafoglio, [dati e analitici] sono un segmento in cui abbiamo molta forza”. Looker per questo è “complementare e completa la nostra offerta di analitici”. L’accordo riflette anche il piano di Kurian di conquistare nuovi clienti con software specializzati, in quanto i rivali si concentrano su strumenti più generali.

Looker ha sede a Santa Cruz, in California, ed è fondata nel 2012. Impiega circa 800 persone, ha raccolto 281 milioni di dollari in capitale di rischio ed è stata valutata 1,6 miliardi di dollari l’anno scorso.

Il suo strumento consente agli analisti e agli altri operatori di definire calcoli per articoli come entrate o clienti di alto valore e quindi visualizzare le tendenze nei loro dati senza scrivere complicati script. È in concorrenza con offerte come Tableau e Microsoft Power BI.

Gli analisti sostengono che Looker è tra i migliori strumenti di business intelligence sviluppati nell’era del cloud e che trarrebbe beneficio dalle risorse di Google. Looker consente a chi lavora con i numeri in azienda di visualizzare le tendenze delle vendite o di altri fattori senza bisogno di scrivere complicati script. Le sue funzioni sono in concorrenza con l’offerta di Tableau e Power BI di Microsoft.

Secondo Kurian l’integrazione di Looker con Google si tradurrà in nuove funzionalità, anche se poi il dirigente non ha voluto anticipare di che tipo.

Boris Evelson, che segue questo settore per Forrester Research, ha definito l’acquisto di Looker “una scelta intelligente”.

L’amministratore delegato di Looker, Frank Bien dovrebbe rimanere con Google e riferire a Kurian. “Abbiamo avuto – dice Brien – una grande sinergia con Google Cloud sin dall’inizio”.

Kurian non si aspettava che l’accordo venisse sottoposto a controllo antitrust, perché l’azienda compra software, non dati, e si impegna a consentire al software di connettersi ad Amazon.com e ad altri servizi cloud concorrenti. Invece il controllo ci sarà e le due aziende hanno dichiarato che l’approvazione per l’accordo, che è il più grande di Google dopo l’acquisto di Nest per 3,2 miliardi di dollari nel 2014, dovrebbe arrivare per la fine dell’anno.

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