Google vende a Softbank i robot Boston Dynamics - CorCom

LA CESSIONE

Google vende a Softbank i robot Boston Dynamics

Il colosso giapponese delle tlc sigla l’accordo con Alphabet per l’acquisizione della società. Masayoshi Son: “Ci sono sfide per le quali le capacità umane non bastano. Questo settore sta diventando una chiave di sviluppo per lo sviluppo delle Tlc”

09 Giu 2017

A.S.

“Oggi ci sono sfide per le quali le capacità umane non bastano. La robotica sta diventando una chiave di sviluppo per la prossima rivoluzione tecnologica nelle Tlc, e Boston Dynamics è un leader del settore”. Così Masayoshi Son, presidente e ceo di Softbank, ha commentato l’accordo raggiunto con Alphabet per l’acquisizione della società di robotica finora controllata dalla holding di Google.

Secondo Marc Raibert, ceo e fondatore di Boston Dynamics, la nuova alleanza con il colosso giapponese delle tlc potrà “spostare i limiti dei robot, in modo da creare prodotti sempre più intelligenti e connessi”.

Boston Dynamics, che era entrata nella scuderia di Google nel 2013, è passata alla storia per aver sviluppato, nel 2005, BigDog, un robot quadrupede, progettato principalmente per usi militari, in grado di muoversi anche sui terreni più accidentati. Da allora dai suoi laboratori sono uscita altre macchine intelligenti, a quattro zampe, come Spot e WildCat, ma anche umanioidi, come nel caso del robot Atlas.

Insieme a Boston Dynamics Softbank rileverà anche un’altra controllata di Alphabet specializzata in robotica: la giapponese Schaft, con l’intenzione di creare un polo robotico globale del quale insieme a Boston Dynamics e Schaft farà parte anche la controllata Aldebaran Robotics, nota per aver sviluppato il robot Pepper.

La possibilità che Alphabet potesse vendere Boston Dynamics era emersa già lo scorso anno, mentre già nel 2015 l’allora vicepresidente di Google Jonathan Rosenberg aveva sottolineato la scarsa convenienza di investimenti ingenti in un progetto “che richiederà dieci anni” prima di arrivare un peso commerciale. Nel marzo 2016, Bloomberg aveva riportato un interessamento da parte di Amazon e Toyota.