MERCATO UNICO DIGITALE

“Passaporto” Ue per Netflix & co, ma con paletti

Accordo tra Parlamento e Consiglio sulla portabilità dei contenuti dal 2018: le regole riguardano solo gli utenti in viaggio. Per evitare abusi stabilite misure di controllo in capo ai provider. Ansip: “Concreti benefici per i cittadini”

08 Feb 2017

Federica Meta

Portabilità dei contenuti, l’Europa trova l’accordo. Il Parlamento Ue e il Consiglio hanno raggiunto l’intesa provvisorio relativamente alla proposta di pegolamento che garantisce la portabilità transfrontaliera dei contenuti e dei servizi online a pagamento in differenti stati membri del mercato interno.

La proposta mira a rimuovere le restrizioni all’utilizzo di contenuti e servizi online come musica, giochi, film, sport e intrattenimento, acquistati a pagamento da cittadini di uno Stato Membro che si trovino temporaneamente in un altro Stato Membro, per lavoro, studio o vacanza. I servizi gratuiti saranno invece esclusi dalla regolamentazione.

Le regole riguardano solo chi viaggia all’estero, per lavoro e piacere. Attualmente i cittadini che viaggiano da un Paese all’altro dell’Unione per qualsiasi motivo molto spesso, se non sempre, non possono usufruire dei servizi online a cui ci si è abbonati a causa di restrizioni sulla loro portabilità e per accordi di licenza esclusiva. Le regole su cui oggi è stato trovato l’accordo aboliranno queste restrizioni sia per i nuovi abbonati che per chi ha già sottoscritto servizi online che offrono la possibilità di seguire eventi sportivi, vedere film e programmi di intrattenimento, ascoltare musica, praticare giochi.

Per evitare abusi e un utilizzo illecito della nuova possibilità offerta agli utenti del web, le nuove norme consentiranno ai provider di adottare misure “ragionevoli e proporzionali” per effettuare adeguati controlli elettronici, nel rispetto della privacy, per verificare il paese Ue di residenza del sottoscrittore. Tra le verifiche consentite anche controlli di identificazione elettronica, sui dati di pagamento e sulle informazioni fiscali nonché indirizzi IP. I fornitori di servizi saranno comunque tenuti a informare i clienti dei metodi di verifica utilizzati e prendere adeguate misure di sicurezza per proteggere i dati.

L’intesa raggiunta oggi – che si inquadra negli interventi che hanno portato alla progressiva abolizione del roaming – dovrà ora essere formalmente approvata dalla commissione affari giuridici dell’Europarlamento, dall’assemblea e dal Consiglio Ue. Questo accordo “è un concreto beneficio per i cittadini europei e un passo importante nella rimozione delle barriere che ostacolano la realizzazione di un vero mercato unico digitale”, ha commentato il commissario Ue competente Andrus Ansip.

Nel 2016, secondo i dati di Bruxelles, il 64% degli europei ha utilizzato internet per esercitarsi con giochi o scaricare immagini, film e musica. Ma anche per seguire eventi sportivi e serie tv. Inoltre, ricorda la Commissione, un’indagine condotta nel 2015 aveva rilevato che un europeo su tre – uno su due considerando solo la fascia di età tra i 15 e i 39 anni – chiedeva la portabilità dei servizi online e la possibilità di accedervi quando si è in viaggio tra un Paese e l’altro dell’Unione. Il regolamento su cui è stata raggiunta l’intesa dà nove mesi di tempo a prividers e detentori dei diritti d’autore per prepararsi all’applicazione della nuova direttiva che la stessa Commissione prevede comunque entri in vigore all’inizio del 2018.

A seguito dell’approvazione, il regolamento sarebbe applicabile nove mesi dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Per Enzo Mazza, presidente Fimi, “la soluzione individuate ed approvata da Parlamento, Commissione e Consiglio è un buon compromesso che consente un ulteriore passo in avanti sul mercato unico dei contenuti. Anche se per la musica digitale la portabilità era in massima parte già assicurata dai contratti esistenti, il testo definitivo fornisce i necessario standard per semplificare l’attività delle piattaforme e l’accesso dei consumatori nel mercato unico digitale”.