Agenda digitale, la scuola procede a piccoli passi - CorCom

INCHIESTA ITALIA DIGITALE

Agenda digitale, la scuola procede a piccoli passi

Per quest’anno niente e-book. Ma il Miur prosegue la “battaglia” contro il digital divide: stanziati 15 milioni per il wi-fi

17 Set 2013

Federica Meta

Quindici milioni spendibili subito per la connettività wireless nelle scuole secondarie, con priorità per quelle di secondo grado. Otto milioni stanziati (2,7 milioni nel 2013 e 5,3 nel 2014) per l’acquisto da parte degli istituti secondari di libri di testo ed e-book da dare in comodato d’uso agli studenti in difficoltà economica. È tutto qui il digitale contenuto nel Pacchetto Scuola (da 400 milioni) approvato dal Consiglio dei ministri. “Il governo – sottolinea il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza – punta prioritariamente a ridurre il digital divide tutti gli studenti l’accesso a internet significa anche ridurre le differenze sociali e territoriali”.Non ci sono, invece, misure specifiche che fanno slittare l’adozione dei libri digitali che il decreto Profumo stabiliva per l’anno scolastico 2014-2015. Su quel versante resta dunque valida la strategia annunciata dal ministro dell’Istruzione che intende lasciare autonomia di adozione ai singoli istituti. L’obbligo di adozione – secondo quanto riferito dal Miur al Corriere delle Comunicazioni – slitta all’anno scolastico 2015-2016.

In compenso questo sarà il primo anno verrà adottato il registro digitale. Con non pochi problemi Secondo un’indagine promossa da Kion (Cineca) condotta su 200 presidi, il 45% ha dichiarato di non aver ancora tra le mani alcuna soluzione per il registro digitale; il 72% cercherà un software sul mercato, mentre il 20% non ha le idee chiare. C’è poi un l’8% convinto di poter rinviare la decisione nel tempo grazie a una proroga di legge. Il rinnovo delle dotazioni IT è un altro tasto dolente. Comprare computer e software nuovi svuoterebbe le casse degli istituti nel giro di pochi mesi. La soluzione? Optare per software open source e per il riuso. E proprio a questo starebbe lavorando il ministro Carrozza che punta ad elaborare un provvedimento ad hoc nei prossimi mesi.

Intanto prosegue anche quest’anno il Piano nazionale scuola digitale implementato con fondi nazionali e regionali. Secondo gli ultimi dati riasciati da Viale Trastevere sono state consegnate complessivamente 35.115 Lim per un totale di 772.530 studenti raggiunti e 83.671 insegnati formati. Per quanto riguarda il progetto Classi 2.0 ne sono state coinvolte 416 con 8.916 studenti e 2.922 insegnanti. E proprio per rafforzare questi due progetti, ma anche in vista dell’adozione obbligatoria degli e-book il prossimo anno scolastico, il ministero in collaborazione con Consip ha dato avvio al Mepi.

Il Mercato elettronico della Pubblica Istruzione è dedicato alle scuole italiane che vogliono acquistare online beni e servizi destinati alla didattica ed alla gestione organizzativa della scuola. Nell’ambito del Mepi, le imprese fornitrici presenteranno i beni e i servizi aggregati secondo logiche coerenti con la destinazione d’uso scolastica e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado potranno selezionare sistemi integrati o singoli prodotti e soluzioni, con requisiti tecnici e di servizio personalizzati. Sarà quindi favorita la standardizzazione e l’interoperabilità delle soluzioni, semplificando e velocizzando il processo d’acquisto attraverso la piattaforma elettronica.

Ogni soluzione tecnologica integrata proposta nel Mepi sarà aperta, interoperabile e collegabile con altri dispositivi. La soluzione integrata proposta deve risultare in linea con le finalità del Piano Nazionale Scuola Digitale (Pnsd) e quindi deve essere rivolta ad una delle azioni: “Lim in Classe”, “Cl@ssi 2.0“, “Scuol@ 2.0” , “Centri Scolastici Digitali”.