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PA DIGITALE

Agenda digitale, nuovo commissario in vista. Ma non sarà più a costo zero

Un emendamento del Milleproroghe prepara la strada alla proroga della struttura e alla nomina del nuovo numero uno. In forse Diego Piacentini, in scadenza a settembre. La durata dell’incarico sarà di un solo anno

02 Ago 2018

Agenda digitale, spunta un emendamento in commissione Affari costituzionali al Senato che proroga la struttura commissariale per l’attuazione dell’organismo e prevede la nomina di un nuovo commissario straordinario. La proposta di modifica dovrebbe essere presentata al dl Milleproroghe a firma del relatore Stefano Borghesi della Lega. La durata della nomina è di un anno, si legge nell’emendamento, fino al 15 settembre 2019.

La modifica prevede che sarà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a nominare il nuovo commissario. Secondo indiscrezioni sembra che il Governo sia orientato a non rinnovare l’incarico a Diego Piacentini, il manager di Amazon, in scadenza per settembre. Del resto le indiscrezioni potrebbero essere in linea con quanto asserito dal ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio nel corso della audizione alla Camera. “Vanno riviste – ha detto il ministro – le modalità con cui lo Stato agisce nel digitale”. Anche la durata prevista per l’incarico di un solo anno potrebbe anche prefigurare una nuova strategia complessiva del governo su questo fronte.

Non basta: viene cancellata la clausola che prevedeva che l’incarico fosse gratuito. Per l’espletamento dell’incarico attribuito al commissario straordinario – si legge nel testo attualmente in vigore – non è dovuto alcun compenso.

Per quanto riguarda invece il Team Digitale continuerà il suo lavoro anche dopo la scadenza del mandato il prossimo settembre. Fin qui i 5 Stelle hanno spinto per una sua riconferma mentre la Lega vorrebbe liberarsene per dare un segnale di discontinuità con il precedente governo che aveva – dicono a CorCom da ambiti vicini al Carroccio – “praticamente commissariato il digitale”. Il partito di Salvini punta invece a normalizzare la governance con un’Agid più forte alle dirette dipendenza del ministero dell PA e un Team di giovani che possano “ispirare” nuove strade.

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