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BEST PRACTICE

Anagrafe unica a Parma: “Lavoro di squadra e tecnologie mirate, così si vince la sfida digital”

Un team compatto e rodato, pianificazione al millimetro, tool di nuova generazione: è la formula che ha permesso al Comune di battere il record italiano delle città over200mila abitanti nel passaggio ad Anpr. Ecco il lavoro dietro le quinte che ha portato al gol. Parlano i protagonisti in campo

10 Lug 2018

Competenze innovative di alto profilo e consolidate da anni di esperienza. Un team di lavoro con il piede sull’acceleratore, fortemente motivato e integrato a tutti i livelli con il servizio informatico. Tecnologie realizzate sul modello di interoperabilità proposto da Agid e orientate a una PA full digital. Sono alcuni degli ingredienti che fanno del Comune di Parma una delle punte avanzate della digital transformation della PA, al passo con gli step stabiliti dal piano di Agid.

Non a caso è qui che è stato effettuato in queste settimane il subentro ad Anpr: un goal non scontato dato le dimensioni del Comune, quasi 200mila abitanti, seconda città dell’Emilia Romagna e prima italiana, per dimensioni, a essere “saltata” sul treno dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente in modalità sincrona. “Il fattore vincente è rappresentato da un gruppo di lavoro altamente coeso – dice il sindaco Federico Pizzarotti -: i grandi progetti sfidanti sia a livello amministrativo che politico si raggiungono se dietro c’è una squadra non improvvisata, che ha maturato conoscenze e che raggiunge il punto di equilibrio nel lavoro comune”. Un “sistema innovazione” messo a punto grazie alla sintonia tra i vari protagonisti in gioco, dal settore sistemi informativi ai Servizi Demografici fino agli sportelli polifunzionali dell’amministrazione alla in house IT City e a Dedagroup fornitore-collaboratore del Comune dal 1999.

Non è un caso se anche il rapporto con Dedagroup viene definito più “fra partner” che fra Comune e fornitore. “Il lavoro con l’azienda è stato e continua a essere fondamentale – spiega Paolo Fontechiari, responsabile Innovazione Tecnologica e Tlc, Servizi Informatici e Telematici -. Per noi si è trattato di un salto doppio: passavamo da un’applicazione client server a una nuova interfaccia completamente web, addirittura in cloud: dunque da tecnologie, interfacce grafiche, sviluppo logico ovviamente datato alla nuova piattaforma cloud”.

In particolare è stata centrale l’adozione di Civilia Next, piattaforma in cloud, nativamente integrata con gli asset del modello nazionale, che permetterà al Comune di dialogare con l’Anagrafe unica ottenendo in questo modo dati univoci in tempo reale.

La collaborazione con Dedagroup si è rivelata decisiva, dice Fontechiari, “sia sul fronte formazione che sul fronte bonifiche massive”, rese necessarie nel processo di normalizzazione dei dati.

Con il subentro del 12 giugno ad ANPR Parma mette a segno una pietra miliare nel processo di digitalizzazione previsto da AgID: l’anagrafe unica costituisce la “spina dorsale dell’infrastruttura digitale italiana”, come l’ha definita Diego Piacentini commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale, primo passo verso un dialogo efficiente tra amministrazioni che potranno contare su un database univoco di dati dei cittadini.

Pietra miliare anche se non definitiva. “Se fosse una tappa del Giro d’Italia direi che abbiamo traguardato il Gran Premio della Montagna – dice Fontechiari -: Ora siamo in una fase intermedia: in discesa, non ancora all’arrivo”. Eppure i primi benefici sono già tangibili per il cittadino (certificazioni disponibili anche per residenti in altri Comuni se subentrati in ANPR) “anche se i vantaggi più evidenti – dice Elena Turci responsabile Servizi Demografici e Elettorali – si avranno quando ANPR sarà popolato dai grossi Comuni o comunque da un numero notevole di Comuni. In vista c’è una maggiore dematerializzazione che consentirà di lasciare sempre più il cittadino a casa a dialogare con noi per via telematica”. A regime l’amministrazione potrà operare generando variazioni di residenza, iscrizioni, emettendo carte di identità o certificazioni attingendo ad un’unica banca dati su base nazionale.

Un anno e mezzo di lavoro alle spalle, il progetto ha fatto perno inizialmente sul processo di estrazione dei dati “e di verifica dello stato di bontà della banca dati dell’anagrafe grazie ai tool di diagnostica di Dedagroup – spiega Fontechiari -. Da lì l’avvio di due fasi diverse: la prima, che ha interessato più da vicino l’azienda e IT City, mirata a una bonifica in modalità massiva là dove era possibile effettuare tipizzazioni”. La seconda mirata alle correzioni manuali di singole posizioni problematiche. Il tutto costantemente controllato con verifiche incrociate, in primis con l’Agenzia delle Entrate.

I dati al centro del processo, spiega Roberto Massa, Direttore operativo It City: “Il data warehouse che abbiamo realizzato attinge a banche dati eterogenee: questo ci consente di mettere in relazione soggetti e oggetti: nella nostra anagrafe non troviamo per esempio persone ‘abbinate’ a un numero civico o un civico interno, ma direttamente al subalterno catastale. Un’operazione centrale nella lotta all’evasione e in ottica di sicurezza”.

Due pre-subentri, nel percorso verso il salto ad ANPR, hanno consentito di andare in profondità raffinando ulteriormente ulteriori dati disallineati. Poi la calendarizzazione del subentro per martedì 12 giugno: ovvero subito dopo un week end, così da ridurre al minimo il disagio per la cittadinanza: “Abbiamo iniziato in quest’ottica a lavorare nella notte del 7 giugno – racconta Fontechiari -, chiuso gli sportelli il sabato e partiti con l’attività di subentro nella mattina dell’11”. Ricezione delle credenziali da Sogei e poi il debutto a pieno regime.

Ora si tratta di entrare a regime con il sistema, specifica Fontechiari: “Abbiamo ancora alcune funzionalità da adeguare e da ‘fluidificare” a vantaggio degli operatori oltre a ridefinire processi interni nell’ottica della nuova organizzazione: il cambiamento va governato. Potremo contare di conseguenza su uno spostamento di forze interne a vantaggio della qualità del dato. Così da essere più efficaci e efficienti”.

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