Anpr taglia-costi, a regime risparmi per 65 milioni l'anno - CorCom

AGENDA DIGITALE

Anpr taglia-costi, a regime risparmi per 65 milioni l’anno

Lo rilevano i dati del Team Digitale. In Emilia Romagna il numero maggiore di Comuni già subentrati alla piattaforma unica. 874 le città in fase di pre-subentro. Spid piace alle donne e ai giovani. PagoPA: Lazio virtuoso

20 Nov 2017

I Comuni dell’Emilia Romagna guidano l’adesione ad Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente). Lo rilevano i dati del Team per la Trasformazione digitale, presentati in occasione del lancio del roadshow Sistema Paese 4.0. Entrando nel dettaglio al 13 novembre, sono sono 22 i Comuni subentrati alla piattaforma unica per una popolazione di 476.027 residenti. A quota 874, per una popolazione di  6.092.864, quelli in fase di pre-subentro.

Oggi le identità dei cittadini italiani sono disperse in 8000 anagrafi comunali. L’Anpr è un passo essenziale per avere un database a livello nazionale, che permetterà di superare il modello dell’autocertificazione accorciando ed automatizzando tutte le procedure relative ai dati anagrafici. Con l’Anagrafe Unica le amministrazioni possono dialogare in maniera efficiente avendo una fonte unica e certa per i dati dei cittadini. Anpr consente ai cittadini di ottenere vantaggi immediati quali la richiesta di certificati anagrafici in tutti i comuni, cambio di residenza più semplice ed immediato ed a breve la possibilità di ottenere certificati da un portale unico.

Per capire quanto si efficienta il sistema con la messa in opera di Anpr, basta qualche numero. Si stimano 7.000 cambi di residenza ogni giorno, al costo per cambio di 37 euro. Il costo pe le PA è di 259.000 euro al giorno e di 65 milioni di euro l’anno. Con Anpr questi costi sarebbero praticamente abbattuti dato che le informazioni sono già disponibili in un unica piattaforma

          I 22 COMUNI IN ORDINE DI SUBENTRO

1.      ALTAMURA                                      PUGLIA
2.      ANZOLA DELL’EMILIA                   EMILIA ROMAGNA
3.      BAGNACAVALLO                             EMILIA ROMAGNA
4.      BIASSONO                                        LOMBARDIA
5.      CESENA                                            EMILIA ROMAGNA
6.      CHIAVARI                                         LIGURIA
7.      CODOGNO                                       LOMBARDIA
8.      CORBETTA                                       LOMBARDIA
9.      DRO                                                   TRENTINO ALTO ADIGE
10.   GORGONZOLA                                LOMBARDIA
11.   LAVAGNA                                         LIGURIA
12.   MEDICINA                                        EMILIA ROMAGNA
13.   NARDÒ                                             PUGLIA
14.   POGGIO A CAIANO                        TOSCANA
15.   RAPALLO                                          LIGURIA
16.   SAN LAZZARO DI SAVENA            EMILIA ROMAGNA
17.   SANT’AGATA SUL SANTERNO     EMILIA ROMAGNA
18.   SERRA VALLE SESIA                      PIEMONTE
19.   SPINEA                                            VENETO
20.   SPORMINORE                                TRENTINO ALTO ADIGE
21.   TORGIANO                                     UMBRIA
22.   VALLE MOSSO                               PIEMONTE

EMILIA ROMAGNA6
LOMBARDIA4
LIGURIA3
TRENTINO ALTO ADIGE2
PUGLIA2
PIEMONTE2
VENETO1
UMBRIA1
TOSCANA1

Per quanto riguarda Spid, il sistema cresce del 100% annuo.  Attualmente le identità digitali rilasciate sono 1.873.858: sono soprattutto le donne e i giovani a trainare il progetto. Gli Spid “al femminile” sono il 61% del totale mentre i il 28% dei pin unici è dei giovani tra i 18 e i 24 anni.

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PagoPA cresce del 342 % annuo per un totale di 4.380.778. Nel Lazio 1/3 delle transazioni

Transazioni per regione  
LAZIO33.10%
LOMBARDIA16.16%
VENETO13.02%
PIEMONTE8.82%
SICILIA5.65%

LIGURIA5.40%
EMILIA ROMAGNA5.00%
CAMPANIA4.69%
PUGLIA2.14%
TOSCANA1.55%
CALABRIA1.29%
MARCHE1.06%
SARDEGNA0.80%
UMBRIA0.37%
FRIULI VENEZIA GIULIA0.35%
ALTRI0.61%

Transazioni per categoria
Comuni e loro associazioni29.20%
Regioni ed altri Enti regionali23.17%
Enti Previdenziali e Assistenziali e Agenzie fiscali19.60%
Scuole, Universita’ e Istituti di ricerca e formazione8.68%
Ministeri8.06%
Altri Enti4.46%
Gestori di Pubblici Servizi2.45%
Strutture Sanitarie2.42%
Federazioni, Ordini e Collegi1.09%
Province e loro Consorzi e Associazioni0.75%
Citta’ Metropolitane0.13%

Il Team per la trasformazione digitale sono sta lavorando a una PA interconnessa sviluppando un ecosistema di Api. Obiettivo è attuare l’interconnessione tra i sistemi informatici della Pubblica Amministrazione che devono parlare la stessa lingua, rendendo disponibile l’informazione immediatamente dove serve. Tutte le applicazioni dovranno esporre interfacce comprensibili alle macchine e lavorare in maniera integrata, collaborativa e sicura, facilitando il riuso delle applicazioni esistenti per costruire nuove soluzioni più potenti e innovative.

Riflettori anche sul Data Analytics Framework (Daf) per rendere i dati pubblici risorsa di tutti e per tutti.  Niente più silos privati di questa o quella amministrazione, i dati pubblici sono un bene comune e una risorsa preziosa per il Paese che, come un giacimento petrolifero, può essere esplorata e minata per estrarre valore. Daf è una delle attività atte a valorizzare il patrimonio informativo pubblico nazionale approvata dal Governo italiano nell’ambito del Piano Triennale per l’Informatica nella PA (2017-2019). Obiettivo del progetto è quella di rendere i dati pubblici di facile accesso e comprensione da parte delle PA per supportarle nel proprio processo decisionale, e di facilitare l’accesso alle informazioni che possono essere rese pubbliche ai cittadini e alle imprese. Ciò consentirà la nascita di servizi e applicazioni nuovi , prima impensabili, realizzati sui bisogni del cittadino. Ovviamente nel massimo rispetto delle norme di privacy e nella piena sicurezza tecnologica.

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