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Bernabè: con Smart Inclusion banda larga al servizio della PA

La fibra ottica collegherà i piccoli degenti oncologici con la scuola

11 Mag 2009

“Il progetto Smart Inclusion dimostra che la banda larga è in
grado di abilitare applicativi sempre più performanti, utili a
supportare i processi della PA”. Così l’Ad di Telecom
Italia, Franco Bernabè, ha illustrato, al Forum PA in corso a
Roma, il progetto sviluppato in partnership da Telecom Italia,
Cnr e ministero della PA.

Obiettivo, la dotazione dei piccoli degenti dei reparti
oncologici di lavagne interattive digitali così da metterli in
condizione di seguire in diretta le lezioni scolastiche.

Alla base della lavagna interattiva, la tecnologia Smart School.
Le stazioni di lavoro sono costituite da un terminale posto a
lato della cattedra, e da una lavagna interattiva che grazie a un
server della rete scolastica si collegano ai reparti ospedalieri.

Un secondo terminale viene installato a fianco del letto e
supporta le funzioni clinico assistenziali come
l’identificazione del personale sanitario e la gestione della
cartella clinica. Questo secondo terminale è utilizzabile anche
dal paziente con la sola pressione del dito e supporta le
funzioni di pc e di lavagna.

“Il progetto utilizza una soluzione basata sulle tecnologie di
trasmissione ad onde convogliate e tramite fibre ottiche
plastiche nel rispetto delle normative sanitarie – spiega
Vincenzo Raffaelli del Cnr di Bologna -. Smart Inclusion è uno
strumento che permette ai piccoli pazienti il dialogo con tutto
il mondo esterno consentendo di collegarsi in modalità di video
conferenza. Allo stesso tempo rappresenta uno strumento
innovativo di supporto al personale sanitario che apre la strada
alla digitalizzazione della Sanità”.

Il progetto è stato avviato in via sperimentale al Policlinico
Sant’Orsola di Bologna. Ma è già previsto per il 25 giugno il
suo lancio anche al Bambin Gesù di Roma. A seguire l’ospedale
pediatrico Meyer di Firenze, l’ospedale infnatile Regina
Margherita di Torino, l’azienda ospedaliera di Padova,
l’ospedale pediatrico Gaslini di Genova e il Policlinico San
Matteo di Pavia.