L'ANNUNCIO

Bonafede: “Entro il 2020 il processo civile sarà telematico”

Il ministro della Giustizia: “Saranno digitalizzati tutti i livelli, dal primo grado alla Cassazione. Passaggio fondamentale per ottimizzare i tempi e rendere i procedimenti più efficienti”

07 Set 2020

F. Me

Entro il 2020 tutto il processo civile, dal primo grado alla Cassazione, sarà digitale”. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede nel corso del suo intervento al Forum Ambrosetti. “Abbiamo avviato per la prima volta la digitalizzazione, che è già partita, del processo penale, ma abbiamo voluto che il canale digitale non venisse concepito solo come un’opzione ma cominciasse a essere percepito come l’unico ed esclusivo canale possibile“, ha spiegato.

Secondo Bonafede, infatti, nella giustizia “il vero salto di qualità lo si ha con la digitalizzazione che durante la pandemia, nonostante il rallentamento inevitabile, ha permesso comunque di continuare a svolgere il servizio essenziale e ha consentito di sperimentare soluzioni che avevamo già individuato nei processi di riforma che sono in Parlamento, accelerandone l’implementazione”.

Per alcuni procedimenti, come evidenziato dal ministro, il “canale telematico sarà l’unico disponibile e non un’opzione”, quindi nella riforma, che è in corso d’esame, sono previsti interventi come “il divieto di procedere con notifica cartacea, quando il destinatario ha un domicilio digitale”.

Quanto al processo penale “il primo settore su cui si interviene è quello delle indagini preliminari, rimodulando i tempi che vengono adesso verificati con criteri più rigidi che li rendono effettivi”.

Inoltre “ci sarà un maggiore rispetto tra le parti: il giudice comunicherà, all’inizio del processo, il calendario di tutte le udienze”. Infine si “semplifica l’appello e si interviene su cose incomprensibili per i cittadini, come il fatto che il cambiamento di un solo componente del collegio giudicante, fa ricominciare tutto il dibattimento dall’inizio”.

Il via al processo penale telematico

Lo scorso giugno è stato pubblicato il decreto ministeriale che consente il deposito telematico di memorie e istanze delle difese presso il pubblico ministero che abbia concluso le indagini preliminari.

Grazie a questo provvedimento – si legge in una nota del ministero della Giustizia – l’ufficio che ha avanzato richiesta per l’attivazione del deposito digitale potrà per la prima volta in Italia ricevere, con valore legale, per via telematica le memorie e le istanze successive alla conclusione delle indagini preliminari e gli avvocati potranno operare tali depositi senza produrre e depositare ulteriormente il cartaceo. Il primo ufficio a chiedere l’attivazione è stata la Procura della Repubblica di Napoli.

Il deposito telematico degli atti, che al momento è facoltativo, ha valore dallo scorso 25 giugno prossimo. Il Processo Penale Telematico è un obiettivo fissato dal legislatore per massimizzare la funzionalità del sistema e da tempo il ministero della Giustizia è impegnato per realizzare le infrastrutture necessarie e per diffondere capillarmente la cultura del digitale, grazie anche allo sforzo profuso dal personale degli uffici giudiziari e della Direzione Generale dei Sistemi Informativi e Automatizzati (Dgsia).

La diffusione su tutto il territorio dell’esperienza pilota della Procura della Repubblica di Napoli con i successivi decreti che a breve seguiranno e con l’ampliamento della digitalizzazione a ulteriori settori del procedimento e del processo penali, rappresenteranno i successivi passi di un percorso ormai irreversibile.

Si tratta di un passaggio fondamentale per l’ottimizzazione della giustizia e per la compressione dei tempi – spieg Bonafede – Nei nostri piani, un avvocato, dal suo studio, potrà compiere tante di quelle azioni per cui prima doveva necessariamente recarsi in tribunale. Questo è ancora più significativo nell’ottica della nuova fase dell’emergenza Covid”.

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