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Brunetta: “Con la digitalizzazione la sanità risparmierà 15 miliardi”

Sarà tagliato in anticipo il traguardo della ricetta digitale, annuncia il ministro. Intanto via all’intesa fra l’Agenzia dell’Innovazione e la Beijing Science and Technology Commission per dare vita ad una cittadella italo-cinese dell’hi-tech

08 Nov 2010

Il ministro Brunetta spinge l'acceleratore sull'innovazione
in sanità. "Siamo al punto di non ritorno nel processo di
digitalizzazione della sanità italiana – ha detto intervenendo al
Forum Meridiano Sanità in corso a Cernobbio -. Una rivoluzione che
ci porterà a risparmiare almeno 15 miliardi, il 10%
dell'attuale spesa sanitaria".

"Il più è stato fatto – assicura il ministro ricordando lo
stato dell'arte della riforma. "A oggi i certificati
inviati complessivamente sono 1,2 milioni, 106 mila solo
nell'ultima settimana, con un flusso giornaliero di 20 mila
certificati – ha ricordato -. Il 2 novembre, per fare un esempio,
ne sono stati inviati 32.600. Ogni giorno sulla via telematica
viaggiano ormai il 61% dei certificati e l'89% dei medici di
famiglia risulta abilitato". Il record va alla Lombardia con
un flusso di 521 mila certificati digitali, seguita dal Lazio con
94 mila.

"Entro un mese o due avremo anche la ricetta digitale tanto
che la rivoluzione potrebbe raggiungere il traguardo entro la metà
del 2011, quando l'obiettivo che ci eravamo prefissati era il
2012 – ha annunciato -. Per l'estinzione della ricetta rossa
manca solo un decreto-circolare del ministero dell'Economia e
delle finanze che definisca le regole, e potrebbe arrivare già a
giorni".

Intesa raggiunta intanto fra l'Agenzia per la diffusione delle
tecnologie per l'innovazione e la Beijing Science and
Technology Commission per la realizzazione di un Centro Italia-Cina
per il trasferimento tecnologico alle imprese nei settori della
sostenibilità ambientale, dell'e-Government e del design
industriale e delle scienze della vita.

L'intesa e la prossima realizzazione del Centro sono stati
annunciati oggi dal ministro della Pubblica Amministrazione e
Innovazione, Renato Brunetta, al Forum italo-cinese
sull'Innovazione promosso oggi a Roma dal ministero di Palazzo
Vidoni all'Auditorium della Tecnica di Confindustria, alla
presenza del ministro cinese per la Scienza e la Tecnologia, Wan
Gang.

"Questo Forum apre una nuova era nei rapporti fra l'Italia
e la Cina" ha detto Brunetta aprendo i lavori del summit alla
presenza del vicepresidente della Commissione Europea, Antonio
Tajani e del presidente della Fondazione Italia-Cina, Cesare
Romiti. Il Forum è stato aperto dalla Vice presidente di
Confindustria e presidente per la Ricerca e Innovazione, Diana
Bracco, in videocollegamento da Milano.

Al Forum partecipano 250 rappresentanti italiani e 100 cinesi di
imprese, istituzioni e università. Il Forum, ha detto ancora
Brunetta, rafforza il progetto 'Italia degli Innovatori',
ricordando che a "Shanghai sono stati realizzati incontri ad
altissimo livello" e che si aprono ora "progetti di
scambio tecnologico fra i due Paesi per consentire all'Italia
di "entrare nello sterminato mercato della Cina".

"Siamo tornati dall'Expo di Shanghai e, in particolare,
grazie all'iniziativa 'Italia degli Innovatori', con
una messe importante di incontri tra imprese italiane e
cinesi" ha detto ancora Brunetta aggiungendo che "gli
incontri che hanno caratterizzato i 15 giorni in cui si è svolta
questa iniziativa sono stati tutti di altissimo livello, hanno
coinvolto le istituzioni cinesi e hanno dato alla Cina una
rappresentazione dell'Italia all'altezza del ruolo che il
nostro Paese deve svolgere in questo mercato".

La collaborazione fra Cina e Italia "è cresciuta in tutti i
campi, dall'economia agli scambi culturali" e l'Italia
punta ad essere sempre più "un partner privilegiato per la
Cina, puntando soprattutto su ricerca e innovazione". Così il
vicepresidente di Confindustria e presidente del progetto speciale
ricerca e innovazione, Diana Bracco.

"La grande partecipazione di imprese italiane qui oggi – ha
sottolineato la Bracco – è la conferma più evidente di un
interesse diffuso su cui tutti noi dobbiamo costruire. Ricerca e
innovazione sono leve essenziali per creare sviluppo in ogni parte
del mondo. Nei prossimi 5-10 anni tutti i settori produttivi
subiranno un cambiamento radicale per l'emergere delle
tecnologie pervasive: dai materiali avanzati, alla micro e
nanotecnologia, dalla biotecnologia alla fotonica alla micro e nano
elettronica".

"Incentivare lo sviluppo di tutte queste tecnologie – ha
aggiunto il vicepresidente di Confindustria – è assolutamente
strategico perché siamo consapevoli che solo i Paesi che
riusciranno ad averne padronanza potranno assicurare crescita e
benessere sostenibile e diffuso".

Il vice presidente Vicario di Confindustria Servizi Innovativi e
Tecnologici, Ennio Lucarelli, nel concludere la sessione
sull’E-government del Forum dell’Innovazione Italia-Cina ha fra
l'altro
dichiarato: "Le imprese italiane di Information Technology,
molto attive nello sviluppo di sistemi per l’E-government, sono
impegnate in un complesso processo di innovazione digitale, per
rafforzare la loro capacità di competere e cooperare a livello
internazionale in tutti i settori in cui il "Made in Italy e
Made in Europe" sono in grado di produrre prodotti e servizi
di eccellenza".

In particolare, "grande attenzione viene dedicata ai sistemi
della sanità elettronica e ai sistemi di controllo delle emergenze
sanitarie e ambientali – aggiunge Lucarelli – Queste applicazioni
richiedono performance evolute, risposte in tempo reale,
continuità del servizio, capacità di intervento in aree con
un’alta concentrazione di popolazione: obiettivi, questi, che le
aziende italiane sono pienamente in grado di conseguire".

"Sono fiducioso che la Cina nei prossimi anni aumenterà gli
investimenti nei sistemi di e-Government e che ciò costituirà una
grande opportunità per le imprese italiane, le quali sono in
grado, fin da oggi, di offrire qualificati contributi, basati su
best practices, know how tecnologico e sull’esperienza concreta
realizzata in Italia negli anni più recenti".

"In questo senso – chiude Lucarelli – mi sembra molto
importante e utile l’iniziativa di aprire un Centro per le Pmi a
Pechino, annunciata nei giorni scorsi dal vice presidente della
Commissione europea, Antonio Tajani, nell’ambito della
"Comunicazione sulla politica industriale integrata nell’era
della globalizzazione"”.