Cad e Foia, tutto rimandato a gennaio - CorCom

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Cad e Foia, tutto rimandato a gennaio

La riforma del Codice dell’amministrazione digitale e il Freedom of Information Act non vanno al Consiglio dei ministri. I decreti saranno esaminati nel prima riunione del 2016. “Il testo è chiuso”, fanno sapere da Funzione pubblica a CorCom

23 Dic 2015

Alessandro Longo

La riforma del Codice dell’ammnistrazione digitale e il Foia-Freedom of information act slittano a gennaio. L’avevamo anticipato e ora è ufficiale. I due decreti, attuativi di due diverse leggi delega della ministra Marianna Madia, non vanno infatti al Consiglio dei ministri di oggi, come confermano al nostro sito da Funzione Pubblica.

Salta quindi la promessa della ministra (al Digital Day di Venaria) di chiudere la partita entro Natale, ma da Funzione Pubblica rassicurano: “i decreti andranno al primo consiglio utile di gennaio. I testi sono chiusi, infatti. Il rinvio è stata solo una scelta del Governo dettata da motivi anche di comunicazione, dato che aveva poco senso fare la Conferenza stampa di annuncio delle novità alla vigilia di Natale”.

Nella riforma del Cad c’è, tra l’altro, la prima cornice normativa di supporto a Spid (identità digitale) e Italia Login.

Beninteso, la riforma del Cad non cambierà Spid, rispetto a quanto già previsto nei decreti attuativi varati, ma serve appunto da cornice normativa per farlo partire senza ulteriori indugi, spingendo le amministrazioni pubbliche a aderire (tutte entro 24 mesi). Il Cad però dovrà anche fare spazio, nel nostro ordinamento, alle novità introdotte dal Regolamento europeo eIDAS in fatto di autenticazione e firma elettronica. Un adeguamento su cui l’Italia ha tempo fino a luglio (il Regolamento è esecutivo da settembre).

I decreti della legge Madia dovrebbero anche dare all’Italia il primo vero Freedom of information act (Foia), per la trasparenza degli atti pubblici.

Gli addetti ai lavori sono in attesa su entrambi i fronti, piuttosto complicati. La riforma del Cad è cruciale per la trasformazione digitale e secondo alcuni esperti il Governo dovrebbe prendersi tutto il tempo necessario per arrivare bene al traguardo, senza rispondere a esigenze di comunicazione. Quanto al Foia: non è la prima volta che esce un decreto denominato così, salvo poi dimostrarsi diverso da quello che in altri Paesi s’intende per Freedom of information act. Il progetto Foia4Italy ha segnato dieci punti irrinunciabili perché una legge Foia possa correttemente definirsi tale. Stavolta le speranze degli addetti ai lavori sono alti perché arrivi anche in Italia un Foia degno di questo nome.

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