LA LETTERA

Carta di identità elettronica, il Governo vuole mettere fine al caos

Il Sottosegretario Butti: “Vogliamo un’unica identità digitale, bisogna semplificare la vita ai cittadini e abbattere gli sprechi”. I tre limiti della Cie: tempi lunghi di rilascio, necessità di recarsi fisicamente allo sportello e 16,79 euro di spesa. Si punta al rilascio da remoto in 24 ore a costo zero per poi ipotizzare una transizione negoziata con Spid. “Stiamo sondando tutti gli stakeholder”

Pubblicato il 19 Dic 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

butti

Mesi per ottenere il rilascio della carta di identità elettronica (Cie) in particolare nelle grandi città. Il paradosso di doversi recare fisicamente allo sportello per richiedere la carta e disbrigare le procedure. E last but not least: un costo da 16,79 euro. Questi i tre limiti della Cie messi nero su bianco in una lettera a firma del Sottosegretario Alessio Butti inviata al Corriere della Sera per chiarire la posizione del Governo dopo la pubblicazione di notizie di stampa poco veritiere.

Eliminare l’identità digitale? Fake news

Non vogliamo eliminare l’identità digitale”- inizia così la lettera di Butti per sgombrare subito il campo dagli equivoci – “ma averne solamente una, nazionale e gestita dallo Stato, proprio come quella che gli italiani portano nel loro portafogli dal 1931”. E Butti annuncia che si stanno già sondando le necessità di tutti gli stakeholder coinvolti. “I primi esiti dei nostri colloqui sono incoraggianti e li puntualizzeremo nei prossimi mesi con estrema trasparenza”.

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Cie: rilascio da remoto in 24 ore a costo zero

Duplice l’obiettivo: semplificare la vita digitale dei cittadini e aumentare la sicurezza. “Più credenziali e strumenti di accesso significano più rischi”, evidenzia il Sottosegretario il quale punta a far “convergere” i due sistemi in uno unico tenendo conto anche dei costi: “Spid ha un costo per lo Stato e la Carta d’Identità Elettronica è un’identità digitale equivalente e sotto diversi profili migliore rispetto allo Spid. Vorremmo lavorare per assicurare il rilascio della Cie da remoto, a costo zero e in 24 ore, e per garantirne la sua usabilità, attraverso soluzioni semplici almeno quanto lo Spid”.

La Cie inutilizzabile con pc e smartphone (al netto delle eccezioni)

Fra i limiti della Cie – oltre a quelli su indicati – Butti indica anca la difficoltà di uso da pc e smartphone “richiede un lettore smartcard da collegare, o uno smartphone con lettore Rfc, per intenderci quello che possiamo usare al posto della carta di credito. Anche se alcuni telefonini di nuova generazione sono dotati di tecnologia Rcf, restano ancora alcuni ostacoli. Si tratta di questioni già note e che oggi stiamo quindi affrontando”.

Nei prossimi mesi al tavolo i fornitori di identità digitale

Butti annuncia che “nei prossimi mesi occorrerà coinvolgere i fornitori di identità digitale. Un’idea potrebbe essere chiedere loro un supporto alla migrazione a Cie, favorendo una transizione negoziata tra i due sistemi. Sia Spid sia Cie sono identità digitali Eidas, notificate a Bruxelles. La migrazione andrà pertanto gestita a livello europeo, spiegandone il senso e, soprattutto, notificando tempestivamente eventuali variazioni tecnologiche necessarie a rendere la Cie più usabile. A beneficio dei nostri cittadini e delle nostre imprese”.

La ministra Calderone: “Concentrarsi sulle garanzie per il cittadino”

“Non bisogna soffermarsi sui singoli canali di accesso alla pubblica amministrazione ma concentrarsi sulla garanzia dell’identità digitale del cittadino”: lo ha detto la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone a margine di un convegno organizzato dall’Inps sui progetti dell’Istituto nell’ambito del Pnrr. “Io non sono affezionata a questo o a quel servizio ma penso si debba dare una garanzia di efficienza delle piattaforme e delle modalità con le quali il cittadino interagisce con la pubblica amministrazione avendo la certezza dell’identità della persona che entra in relazione con la PA”.

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