Cittadinanza digitale, Capone (Polimi): "Ribaltare il paradigma sulla privacy" - CorCom

DIGITALI E RESPONSABILI

Cittadinanza digitale, Capone (Polimi): “Ribaltare il paradigma sulla privacy”

Il preside vicario della Scuola di Ingegneria industriale e dell’informazione del’ateneo milanese: “Oggi si contrappone la protezione dei dati e al trattamento stesso. Ma si deve pensare a una negoziazione che tenga conto dell’economia delle info dato e non solo del consenso tout court”

04 Dic 2017

Domenico Aliperto

In futuro sarà sempre più importante riuscire a bilanciare il tema della data protection e della privacy con il valore intrinseco che i dati hanno nell’economia digitale. A dirlo è Antonio Capone, preside vicario della Scuola di Ingegneria industriale e dell’informazione Politecnico di Milano, che ha aperto i lavori dell’ultima tappa (di scena oggi all’ateneo meneghino) di Digitali e responsabili, roadshow organizzato da Google con il patrocinio di Agcom e Garante della privacy dedicato per l’appunto agli strumenti e alle buone pratiche per la crescita della consapevolezza delle opportunità e dei rischi legati alle attività online. Dopo i convegni di Roma, Palermo, Napoli e Firenze, oggi è per l’appunto la volta di Milano.

Capone ha posto l’accento sulla necessità di superare la distinzione netta tra gestione dei dati e sviluppo del valore da essi generati. “Quando parliamo di cittadinanza digitale facciamo riferimento alla crescita della consapevolezza nell’utilizzo delle tecnologie, nella condivisione delle informazioni personali e nell’utilizzo degli strumenti che permettono di proteggerle. Ma questo è solo un aspetto della questione: l’economia di Internet si basa sull’uso e sulla valorizzazione dei dati, e tale processo viene spesso confuso con la responsabilità degli operatori digitali. Si tende quindi a contrapporre protezione dei dati e gestione della privacy al trattamento stesso dei dati. Io credo che rispetto alla questione del consenso si debba spostare il problema da un approccio bianco/nero a una negoziazione che tenga conto dell’economia del dato, di fatto ribaltando il paradigma attuale”.

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Nel suo intervento di saluto, Capone ha infine ricordato l’impegno del Politecnico di Milano sul tema della cittadinanza digitale, nell’ambito della didattica come in quello della ricerca e del sostegno alle startup. “Il digitale è una competenza trasversale che cerchiamo di trasmettere non solo attraverso i corsi che offrono formazione tecnica, ma anche nei percorsi formativi di stampo più creativo, come Design e architettura. Siamo inoltre la prima università italiana in termini di progetti finanziati dalla Comunità europea, senza contare che Polihub l’acceleratore d’impresa dell’ateneo, è al secondo posto in Europa per indicatori di successo delle aziende incubate”.

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