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RIFORMA PA

Cittadinanza digitale, la Camera approva: utenti al centro della PA

L’aula dà il via libera alla riforma PA. Al governo il compito di definire il livello minimo dei servizi online. Manager ad hoc per la transizione ad digitale. Ora il testo torna al Senato

17 Lug 2015

F.Me.

La Camera ha approvato la riforma della PA, che ora torna al Senato. Il testo passa con 253 sì, 93 no e 5 astenuti. Il provvedimento norma a “carta della cittadinanza digitale”, con il governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online. A guidare la svolta digitale ci penserà un dirigente ad hoc, il manager alla transizione digitale che dovrà essere scelto in ogni ente.

La cittadinanza digitale cambia il rapporto tra cittadini e amministrazione “partendo dal principio che i cittadini sono al centro dell’azione amministrativa – si òegge sul sito della Funzione Pubblica -che essi godono di diritti di cittadinanza digitale e che a tutela e garanzia del loro godimento sono previsti strumenti adeguati”.

Tutti ci cittadini devono attendersi dalla pubblica amministrazione – Stato, Regioni ed autonomie locali – un livello minimo in termini qualità, accessibilità e disponibilità di servizi online, accessibilità e riusabilità dei dati in formato aperto, alfabetizzazione digitale e partecipazione con modalità telematiche ai processi di decisione delle amministrazioni pubbliche.

La cittadinanza digitale sposta il focus sul potenziale di creazione di nuovi servizi e di nuove modalità di interazione, rendendo disponibili strumenti – quali ad esempio l’identità digitale o l’anagrafe unica – in grado di abilitare la semplificazione di innumerevoli adempimenti e realizzare progressivamente il principio del “digital by default”, in base al quale i servizi devono essere progettati ed erogati in primo luogo in forma digitale.

“La cittadinanza digitale è il punto sul quale si gioca tutta la credibilità della riforma della pubblica amministrazione – ha detto il ministro della PA, Marianna Madia, in un’intervista a CorCom – E’ il primo articolo, non solo simbolico, del disegno di legge delega sulla Pubblica amministrazione. In sintonia con le altre riforme che stiamo realizzando, a partire da quella costituzionale nella parte delle competenze tra Stato e regioni e dall’attuazione della legge Delrio che supera la vecchia configurazione delle province, vogliamo consegnare ai cittadini uno Stato meno complicato, e quindi più veloce ed efficace”.

Obiettivo del governo è assicurare l’erogazione online di un numero crescente di servizi e l’accesso alle comunicazioni di interesse dei singoli cittadini (e imprese) direttamente via internet, con tablet o smartphone.

Il manager per la transizione digitale sarà alle dirette dipendenze dell’organo politico e dotato di competenze tecnologiche e organizzative e avrà un ruolo chiave nella riforma della Pubblica amministrazione attraverso una più efficace governance del processo di digitalizzazione, cui dovrà corrispondere un cambiamento dei processi e degli assetti organizzativi.

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