L'INTERVISTA

Comuni digitali e Pnrr, De Capitani: “La svolta con le partnership pubblico-privato”

Il presidente di Municipia, la società del Gruppo Engineering che accompagna le amministrazioni nel percorso di trasformazione digitale, accende i riflettori sulla necessità di unire le forze: “Bisogna evitare rischi finanziari e limitare l’impatto sulla spesa pubblica”. Benefici anche sul fronte competenze: “Le professionalità delle aziende sono essenziali per garantire tempi certi di realizzazione”

30 Nov 2022
Mila Fiordalisi

Direttore

Stefano De Capitani

Per la PA digitale ci sono molti fondi a disposizione nell’ambito del Pnrr. Ma bisognerà rispettare la timeline e non è aspetto da poco considerati gli adempimenti burocratici, la mancanza di competenze all’interno delle pubbliche amministrazioni locali e le tempistiche per avviare e concludere i progetti per le città.

Il partneriato pubblico-privato è considerato la chiave di volta ma fra il dire e il fare come stanno le cose? “Scelte politiche di questo tipo sono all’ordine del giorno in molti Paesi europei, in Italia invece i privati vengono visti ancora con un po’ di diffidenza. La situazione tuttavia sta cambiando. Adesso c’è maggiore consapevolezza che il partenariato pubblico-privato consente agli enti locali di evitare rischi finanziari e di limitare l’impatto sulla spesa pubblica”, evidenzia a CorCom Stefano De Capitani, presidente di Municipia, la società del Gruppo Engineering che affianca le città di ogni dimensione nel loro percorso di trasformazione digitale.

De Capitani, quali sono concretamente i benefici per i Comuni?

Le risorse del Pnrr sono per due terzi a debito e, anche se a condizioni agevolate, dovranno essere restituite. In molti enti poi il numero di figure professionali adeguate alla progettazione di piani innovativi è scarso, per cui le professionalità del privato sono essenziali per garantire tempi certi di realizzazione.

I Comuni medio-piccoli hanno davvero compreso le potenzialità del digitale? E sulla base della vostra esperienza su quali tipologie di investimenti si stanno concentrando?
La parola chiave in questo caso è “fare rete”. L’occasione del digitale è chiara a tutti ma è evidente che le realtà medio-piccole non hanno a disposizione le stesse risorse dei grandi Comuni e questo spaventa. Ecco perché è fondamentale mettere a fattore comune le esigenze e progettare soluzioni integrate. Le faccio un esempio: prima bastava collegarsi a internet e usufruire del servizio online del proprio Comune, adesso invece si richiede qualcosa in più, come creare una rete di sportelli polifunzionali distribuiti su tutto il territorio. Bisogna cambiare prospettiva e approccio. Alcuni lo hanno capito più rapidamente di altri, ma noi dobbiamo puntare a uno sviluppo omogeneo, non a macchia di leopardo.

Dallo scoppio del conflitto in Ucraina si sono accesi i riflettori sulla questione della cybersecurity: molte le PA, a vario livello, che sono già state vittime degli hacker nell’ultimo anno. Quale il vostro ruolo per supportare i Comuni nella messa a punto di strategie efficaci?
La percezione degli Enti pubblici rispetto alla sicurezza informatica evolve velocemente. Si è passati dal concepirla come un’attività spot al monitoraggio 24/7. Municipia-Gruppo Engineering si è mossa di pari passo con il mutato scenario e, sfruttando le competenze interne al Gruppo, ha iniziato a implementare progetti di cybersecurity con la PA locale. Stiamo aiutando alcuni dei più importanti Comuni italiani ad alzare il livello di resilienza tramite SOC – Security Operation Center e stiamo progettando percorsi di awareness dedicati ai dipendenti per evitare comportamenti non corretti e dunque possibili attacchi cyber.

Dalla prima Valle 4.0 in Valmalenco ai sensori per trovare facilmente parcheggio a Padova, da Orvieto che debutta nel metaverso all’algoritmo di Bologna che consente di abbassare le tasse comunali e contrastare l’evasione fiscale. Sono tanti gli use case che vi vedono protagonisti. Sono iniziative replicabili in maniera diffusa?
Assolutamente sì. Molti Comuni si riconoscono in queste buone pratiche, le esigenze fondamentalmente sono le stesse e quindi anche le soluzioni da mettere a terra. L’obiettivo comune, al di là della dimensione della città, è rendere la gestione pubblica più efficiente, sicura, sostenibile, meno costosa, mettendo al centro i cittadini e i loro reali bisogni per dare risposte concrete alle esigenze quotidiane: dalla gestione dei rifiuti ai servizi di mobilità, dal welfare alla valorizzazione dei siti turistici e culturali, dall’efficientamento energetico alla sicurezza urbana.

Il 2023 è alle porte: avete già progetti in cantiere? La crisi macro-economica rischia di rallentare le roadmap dei Comuni?

Siamo al fianco dei Comuni ogni giorno e il nostro compito è proprio quello di accompagnarli nel loro percorso di trasformazione digitale, trasformando anche i problemi in opportunità. Già la pandemia Covid19 è stata uno stress test per le amministrazioni locali. Guardiamo con ottimismo al futuro puntando sul Cloud, sulla data driven governance e sulla citizen experience. Su queste tre basi poggia il reale progresso delle nostre città, con ricadute positive che durano anche negli anni a seguire.

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