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Confindustria: “Accelerare sulla PA digitale per tornare a crescere”

L’associazione degli industriali battezza il “Progetto imprese per l’Italia”: leva sulle nuove tecnologie per rendere l’amministrazione più efficiente e ridurre i costi. Spazio anche al credito di imposta per ricerca e innovazione. Marcegaglia: “Non c’è più tempo, agire ora”. La replica di Brunetta: “Con il varo del nuovo Cad aperta la strada alla semplificazione”

30 Set 2011

"Non c'è più tempo. Servono scelte immediate e
coraggiose". Lo ha detto oggi il presidente di Confindustria
Emma Marcegaglia, rivolgendosi direttamente al governo,
sottolineando che “il Paese ha bisogno di una politica economica
diversa". Per contribuire a rilanciare la crescita
Confindustria ha elaborato un documento ad hoc, frutto del
confronto fra le associazioni dei datori di lavoro (Confindustria,
Abi, rete imprese, cooperative, Ania).

Uno dei capisaldi del "Progetto imprese per
l'Italia” è digitalizzazione della pubblica
amministrazione, strumento utile per semplificare il dialogo tra
imprese e PA e ridurre costi e tempi della burocrazia. Bisogna –
secondo Confindustria – “favorire il ricorso alle nuove
tecnologie, incentivando l’utilizzo degli strumenti diversi da
quelli cartacei, che andranno gradualmente sostituiti con flussi
elettronici strutturati ed elaborabili basati su uno standard
comune per la rappresentazione delle informazioni”.

Focus anche su ricerca e innovazione, stimolo ad un necessario
aumento della produttività. “È necessario uno strumento fiscale
automatico, con orizzonte temporale lungo (almeno 10 anni) che
incentivi gli investimenti in R&I delle imprese, sia quelli in
house, sia quelli realizzati in collaborazione con il sistema
pubblico di ricerca e organismi di ricerca. Va prevista una
quantificazione preventiva dell’ammontare complessivo richiesto
come credito d’imposta, in modo da facilitarne la gestione
finanziaria e permettere all’amministrazione pubblica un
controllo puntuale dell’utilizzo”. La misura richiederebbe uno
stanziamento di almeno 1 miliardo di euro l’anno.

Il primo a rispondere agli appelli di Confindustria è Renato
Brunetta. "Siamo talmente d'accordo con le proposte in
materia di semplificazione avanzate questa mattina da Emma
Marcegaglia e dagli altri amici imprenditori  – sottolinea il
ministro della PA e Innovazione – Sono proposte che abbiamo già
realizzato oppure siamo impegnati a farle diventare legge e quindi
prassi quotidiana a favore dei cittadini e delle aziende".

"Oltre all'approvazione del Codice
dell'Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n.
235/2010)  – puntualizza Brunetta – ricordo solo alcuni degli
ultimi provvedimenti adottati e studiati insieme alle associazioni
imprenditoriali: i regolamenti di semplificazione per le Pmi in
materia di prevenzione incendi (Dpr n. 151 del 1 agosto 2011) e
ambiente (approvato in via definitiva dal Cdm il 28 luglio 2011)
nonchè le semplificazioni in materia di privacy, appalti,
trasparenza degli adempimenti amministrativi, semplificazione della
documentazione d'impresa e acquisizione d'ufficio della
documentazione antimafia (decreto legge n. 70/2011 convertito con
la legge n. 106 del 12 luglio 2011)".

Secondo Brunetta "gli amici di Confindustria e delle altre
associazioni imprenditoriali sanno inoltre come proprio in queste
ore li stiamo coinvolgendo nella definizione delle misure per la
crescita da inserire nel prossimo Decreto sviluppo. E'
certamente un bene che la presidente Marcegaglia abbia ricordato a
se stessa e a tutti gli altri le priorità in materia di
trasparenza e semplificazione".
"Ci auguriamo adesso – conclude il ministero – che voglia
schierarsi attivamente al nostro fianco nella battaglia per la
completa eliminazione delle tante inutili scartoffie con le quali
una PA opaca e inefficiente vessa da tempo cittadini e
imprese".