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Confindustria Servizi: “Liberate la Pec”

In audizione alla Camera, Csit chiede una semplificazione delle comunicazioni elettroniche tra PA e cittadini. Da superare la regolamentazione ferma al 2005 che restringe la posta certificata al ruolo di “raccomandata elettronica”

25 Nov 2010

Una maggiore semplificazione nell'utilizzo delle Pec e
soluzioni più affidabili per la conservazione documentale. Sono
questi i rilievi che ieri Confindustria Servizi Innovativi e
Tecnologici ha evidenziato davanti alla commissione Affari
Costituzionali della Camera nell'ambito della audizioni sulla
riforma del Codice dell'amministrazione digitale. 

"L’attuazione del Cad potrà comportare rilevanti risparmi
per il bilancio dello Stato (si stima un risparmio pari al 3% del
Pil) e pertanto vanno accelerate le azioni a tale scopo, a partire
dai processi di back office orientati ai servizi offerti a
cittadini ed imprese curando la standardizzazione e
l’interoperabilità dei processi ed investendo sulla formazione e
qualificazione delle risorse umane – ha precisato Csit -. Il Codice
dell’Amministrazione Digitale che stabilisce le regole per la
digitalizzazione della pubblica amministrazione è stato pubblicato
cinque anni orsono (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) e la
rapida evoluzione tecnologica ne rende necessario l’aggiornamento
per dare piena effettività ai servizi forniti dalle
amministrazioni pubbliche avvicinandole maggiormente alle esigenze
e alle richieste di cittadini e imprese".

Nel dettaglio la confederazione ha ricordato che tra le norme
oggetto di riforma "particolarmente importanti sono quelle
relative alla Firma Digitale, alla Posta Elettronica Certificata
(Pec) ed alla Conservazione Documentale per introdurre, dove
necessario, elementi di chiarezza rispetto alla iniziale
formulazione del 2005".

Per quanto riguarda la Firma Digitale, che in questi anni ha avuto
notevole diffusione grazie alla stabilità delle definizioni
normative e delle regole tecniche in materia "non è
necessario – a giudizio della Federazione – alcun intervento di
modifica e viene vista con preoccupazione l’eventuale
introduzione della “firma elettronica avanzata” che presenta
livelli di sicurezza notevolmente inferiori a quelli garantiti
dalla firma digitale".

In tema di Posta Elettronica Certificata occorre invece individuare
la migliore soluzione "capace di evitare la penalizzazione
degli utenti Pec nel loro rapporto con la Pubblica amministrazione
(Comunicazione Elettronica Certificata) pur salvaguardando le tante
modalità di utilizzo, sempre più estese e complesse, che gli
utenti hanno adottato e che vorrebbero ulteriormente ampliare, come
si evidenzia costantemente nel rapporto con il mercato".

La Conservazione Documentale, che è l’elemento più carente del
sistema di dematerializzazione dei documenti, in quanto la materia
è ancora in buona parte fondata sulle disposizioni dell’Aipa che
risalgono al 1998, è quella che richiede maggiore attenzione per
avere soluzioni affidabili e che durino nel tempo.

"Tutto ciò richiederà particolare impegno e professionalità
nella definizione successiva delle regole tecniche ed è necessario
che esse vengano adottate non solo previa acquisizione obbligatoria
del parere tecnico di DigitPA ma anche sentite le Associazioni di
categoria del settore delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione – ha concluso Csit – Le norme del Codice
dell’amministrazione digitale intervengono infatti in ambiti di
natura tecnica ed operativa che interessano particolarmente le
imprese operanti nel settore dei servizi innovativi e tecnologici e
un loro coinvolgimento nella fase attuativa è essenziale per la
definizione delle migliori soluzioni".