Consip e Inail si scambiano la prima e-fattura - CorCom

AGENDA DIGITALE

Consip e Inail si scambiano la prima e-fattura

Il documento “inviato” tramite il Sistena di Interscambio sviluppato da Sogei. Il 6 giugno scatta l’obbligo di fatturazione elettronica nella PA centrali

30 Mag 2014

F.Me.

Consip e Inail si sono scambiate la prima fattura elettronica attraverso il Sistema di interscambio (Sdi) gestito da Sogei per conto dell’Agenzia delle entrate, che rappresenta lo standard ufficialmente adottato dall’Italia per la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche.

In base a quanto previsto dalla normativa vigente, l’Inail – cosi come i ministeri, le agenzie fiscali e gli altri enti nazionali di previdenza e assistenza sociale – a decorrere dal 6 giugno 2014 non potrà accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica secondo le modalità previste dalla normativa e attraverso lo Sdi. Inoltre, trascorsi tre mesi da tale data, le PA in questione non potranno procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, verso i fornitori fino all’invio delle fatture in formato elettronico.

La trasmissione della fattura da Consip verso Inail avviene nell’ambito dei rapporti economici fra i due enti, firmatari nel 2012 di una convenzione che prevede il supporto di Consip all’Istituto nelle procedure di acquisto di beni e servizi.

La fattura elettronica nei rapporti economici tra pubblica amministrazione e fornitori – che mira ad una semplificazione delle procedure amministrative in un’ottica di trasparenza, monitoraggio e rendicontazione della spesa pubblica – costituisce uno degli obiettivi di primaria rilevanza dell’Agenda digitale europea e italiana. A tal fine, l’Agid (Agenzia per l’Italia digitale) ha definito e provvede al monitoraggio di uno specifico piano di attuazione.

Il decreto Irpef anticipa dal 6 giugno 2015 al 31 marzo 2015 l’obbligo di fatturazione elettronica dei fornitori della PA locali. L’anticipazione comporta che entro il 31 dicembre 2014 – tre mesi prima dell’avvio del progetto – dovranno essere individuati gli uffici destinatari della e-fattura così da consentire al Sistema di interscambio di Sogei di recapitare correttamente le fatture. L’identificazione avverrà per mezzo di un codice univoco di ufficio assegnato dall’Indice delle PA (Ipa).

Secondo i dati rilevati dal Politecnico di Milano ammonterebbero a circa 1,5 miliardi l’anno i vantaggi economici della fatturazione digitale.

Complessivamente, grazie all’introduzione della fatturazione elettronica verso la PA si possono ottenere risparmi diretti di oltre 1 miliardo di euro l’anno, se consideriamo solo gli impatti interni alle PA, e circa 1,6 miliardi di euro l’anno, considerando anche i potenziali effetti positivi sui fornitori della PA stessa. Ma nell’ipotesi che, a partire da questo obbligo, la fatturazione elettronica si diffonda anche solo nel 20% dei rapporti tra imprese si potrebbero conseguire recuperi di efficienza parti ad ulteriori 3 miliardi di euro per il Sistema Paese. Un valore che può crescere anche di circa quattro volte se la digitalizzazione investisse non solo la fattura, ma tutti gli scambi informativi del ciclo dell’ordine. E che arriverebbe addirittura a 60 miliardi di euro di risparmi complessivi nel caso in cui l’adozione fosse estesa a tutte le relazioni tra gli attori economici del Paese, ovvero sia tra le imprese, che tra queste e la PA.

Per evitare problemi, soprattutto nella fase di start up l’Agenzia per l’Italia digitale ha inserito nella banca dati Ipa 18.712 uffici denominati Uff_eFatturaPA, proprio per evitare che le imprese non possano inviare fatture per inadempienza delle PA. L’Ufficio di fatturazione elettronica “centrale” potrà essere utilizzato dai fornitori per inviare la fattura via Pec agli uffici qualora non riesca ad identificare l’ufficio destinatario di fattura.