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L'INTERVISTA

Di Costanzo (PA Social): “Svolta AI anche per la comunicazione pubblica”

Il presidente dell’associazione: “Chat e social network driver per la rivoluzione 4.0 nel rapporto con il cittadino”. Il 6 giugno in tutta Italia una giornata dedicata all’innovazione

30 Apr 2018

Federica Meta

Giornalista

PA Social diventa “grande” e punta sulla qualità dei servizi al cittadino. L’associazione che raccoglie i comunicatori pubblici organizza il 6 giugno il PA Social Day: una giornata dedicata ai temi della comunicazione 4.0 e allo scambio di buone pratiche. In ogni regione si terrà un convegno #pasocial, aperto alla partecipazione di tutti, in cui sarà affrontato e approfondito un tema specifico; tutti gli eventi saranno in contemporanea nonché in diretta su web e social. “L’obiettivo è ampliare il dibattito, sollecitare un confronto, raccogliere idee e proposte, allargare ulteriormente la rete della nuova comunicazione – spiega il presidente Francesco Di Costanzo – Bisogna dare visibilità all’attività che portiamo avanti su tutto il territorio nazionale, sviluppare e incentivare la nascita di nuove esperienze costruendo il lavoro del presente e del futuro”.

Un salto di qualità dunque?

Certamente. Mentre nel nostro primo anno di attività abbiamo lavorato perché l’associazione si ampliasse, coinvolgendo il numero maggiore possibile di comunicatori adesso è arrivata l’ora di puntare sull’efficacia dei servizi offerti al cittadino. Si tratta di approfondire l’utilizzo dei social e delle chat, nell’era dell’intelligenza artificiale per spingere la rivoluzione 4.0 della PA che farà della relazione con l’utente il punto focale. Crediamo che l’amministrazione debba diventare punto di riferimento affidabile non solo allo sportello ma anche sui canali web. La stella polare della comunicazione  pubblica è il servizio al cittadino.

Qualcosa inizia a muoversi nella PA: alcuni enti dialogano via social con i cittadini.

Anche grazie al lavoro della nostra associazione c’è un grande movimento che va nella direzione dell’innovazione. Ma non basta: bisogna capire “come” e “cosa” comunicare. Serve formazione continua e propensione al cambiamento. E, a monte, un totale ripensamento dell’organizzazione degli uffici di comunicazione.

Cosa non va nell’attuale organizzazione?

La legge 150 che regola la comunicazione pubblica non è più funzionale perché non tiene in debito conto della rivoluzione di Facebook & co: cittadini e imprese cercano immediatezza e semplicità anche nella relazione con la burocrazia. È un’esigenza che non si può non tenere in considerazione.

E allora?

PA Social pensa a un nuovo modello organizzativo per la comunicazione di enti e aziende pubbliche con una logica da “redazione unica” che valorizzi i nuovi strumenti (web, social, chat) sul fronte comunicazione, informazione e citizen satisfaction. Proponiamo un nuovo ufficio ovvero l’Ufficio Comunicazione, Stampa e Servizi al Cittadino. Anche di questo parleremo al PA Social Day il prossimo 6 giugno.

Il vostro lavoro ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali.

L’Ocse ha invitato PA Social a raccontare la sua esperienza, giudicata come prima a livello internazionale nel suo genere, nel corso dell’evento “Media ecosystems and open government: toward better governance, increased citizen engagement and greater public trust” che si  tenuto lo scorso ottobre a Washington L’attività di rete nazionale per lo sviluppo della nuova comunicazione pubblica è un modello da seguire e nel corso dell’intervento abbiamo proposto di svilupparla anche a livello europeo ed internazionale.

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