Digital transformation, Fioretti (Canon): “La PA pronta a un salto d’innovazione” - CorCom

L'INTERVISTA

Digital transformation, Fioretti (Canon): “La PA pronta a un salto d’innovazione”

Il direttore Document solutions sales per l’Italia: “Dopo l’emergenza Covid è emersa la necessità di digitalizzare i processi e agevolare lo smart working. Il nostro impegno è di progettare e mettere a disposizione servizi di managed print and document solutions sempre più semplici per velocizzare il passaggio”

24 Ago 2020

Antonello Salerno

La pubblica amministrazione è per noi una opportunità di crescita importante per i prossimi anni, che ci metterà nella condizione di esprimere la nostra value proposition anche verso un mondo come quello della PA che in molti casi presenta le stesse esigenze e caratteristiche delle aziende private. Oggi la pubblica amministrazione non è più quella a cui eravamo abituati, deve essere intesa come una PA 2.0, dove le necessità legate alla gestione dei processi e alla digitalizzazione non possono non essere contemplate, per offrire servizi al cittadino ancora più qualitativi. Il nostro impegno di avere una proposta mirata proprio per la PA con un gruppo di vendita che vive essenzialmente della copertura di questo mercato è un motivo di orgoglio ed è la dimostrazione della nostra intenzione di portare una tecnologia e un valore aggiunto all’interno di un comparto di mercato che ha un riflesso diretto sulla comunità. Questo si lega molto alla filosofia aziendale di Canon, ‘Kyosei’, che vuol dire ‘Vivere e lavorare insieme per il bene comune’. Mettiamo a frutto la nostra esperienza e la nostra tecnologia verso chi non produce beni materiali ma produce servizi per la collettività“. Lo dice in un’intervista a CorCom Pierluigi Fioretti, direttore document solutions sales di Canon Italia, illustrando il contributo che le proposte di Canon sono in grado di apportare nel mondo della PA.

Fioretti, cosa sono i servizi di stampa e documentazione gestiti, e quali vantaggi portano alle aziende?

Attraverso gli Mpds, managed print and document services, è possibile davvero avviare una fase di trasformazione olistica delle strategie di gestione del documento e delle informazioni all’interno dell’azienda.  Di fatto si compongono di soluzioni software, hardware ma soprattutto di servizi professionali che, facendo lavorare in maniera integrata il mondo fisico e il mondo cloud, consentono di poter rendere fluida, sicura ma soprattutto semplificata la gestione delle informazioni. Si tratta di una proposta che mira alla trasformazione digitale, e quindi alla gestione delle informazioni, che ha la caratteristica di essere molto orizzontale, che riguarda e copre le esigenze della grandissima corporation ma anche del cliente medio-piccolo, per arrivare ovviamente anche alla pubblica amministrazione.

Quali sono i vantaggi principali che derivano dall’utilizzo degli mpds?

Per dimostrarlo può essere utile analizzare quello che è successo con l’emergenza Covid, che ci ha colto tutti impreparati. Fino a oggi molte aziende avevano un po’ tergiversato sul fronte della trasformazione digitale, rimandando scelte e investimenti. Oggi invece in tanti si sono resi conto che lavorare in smart working impone che ci sia la possibilità di avere accesso semplice alle informazioni ma soprattutto la possibilità di condividerle. Chi non ha considerato prima questo aspetto oggi deve intervenire in corsa, e infatti stiamo assistendo a una grandissima domanda di servizi che mirano a far lavorare bene le persone che lavorano da casa. Questo rende evidente che il processo di cambiamento in corso riguarda in modo trasversale tutti i settori e le aziende di tutte le dimensioni. In Italia si è fatto storicamente un po’ fatica ad abbracciare questo cambiamento, a differenza di quanto è successo in altri Paesi, ma ora i tempi sembrano maturi anche per il nostro Paese.

Quanto hanno contribuito l’emergenza Covid-19 e il lockdown a dimostrare l’importanza di queste soluzioni?

Durante il periodo del lockdown abbiamo avviato anche con tanti clienti nuovi delle virtual meeting sessions con l’obiettivo di supportarli nello scoprire come trasformare il loro modo di lavorare dallo scenario che prevedeva la presenza di tutti in ufficio a quello dello smart working. In questi appuntamenti non abbiamo presentato prodotti, ma processi, per far capire al cliente come si può gestire la transizione in maniera totalmente digitale, condividendo i documenti, creando dei workflow di gestione delle informazioni e lavorando con delle app. Canon ha infatti sviluppato alcune app che in maniera mirata vanno a gestire specifici processi end-to-end. Rispetto al nostro budget di sales in ambito information management nel primo semestre 2020 abbiamo fatto registrato un +145%.

A che punto siamo in Italia in termini di sensibilità verso gli Mpds e i vantaggi che sono in grado di abilitare anche nella Pa?

Il livello di sensibilità è drasticamente aumentato. La PA aveva iniziato a muoversi verso gli Mpds, seppur inizialmente in maniera molto timida, negli ultimi anni. Ma ormai nelle gare pubblicate dalla PA vengono anche inseriti servizi qualitativi in merito alla trasformazione digital. Prima si facevano solamente gare di prezzo, oggi sono anche gare di servizio in cui si dà un punteggio qualitativo all’offerta che viene presentata. Io sono in azienda da 21 anni e posso testimoniare che Canon da sempre segue la logica dell’offerta di qualità. Non abbiamo mai inseguito logiche di solo prezzo, ma di giusto rapporto qualità-prezzo, e in questo periodo troviamo un riscontro sempre più rilevante a questo approccio. Quando oggi si parla di soluzioni Mpds in ambito pubblica amministrazione l’ente ascolta attentamente. Proprio per rispondere a questo interesse abbiamo verticalizzato un gruppo di vendita, il “large account and government”, che segue la PA centrale con l’obiettivo di fare sia attività divulgativa che cogliere le opportunità di business che vengono dalle pubbliche amministrazioni che hanno deciso di mettere la freccia e accelerare verso la trasformazione digitale. Il concetto da cui partiamo è che stampanti multifunzioni fanno anche le copie e le stampe, ma di fatto sono gateway che consentono di far entrare l’informazione all’interno di un processo totalmente digitale, e quindi in un sistema di workflow che consente di toccare le varie aree aziendali aumentando il livelli di efficienza operativa.

Quali sono le principali caratteristiche dell’offerta che mette in campo, in termini di produttività e di sicurezza?

Si tratta di soluzioni molto scalabili, che possono partire con un’installazione base e crescere adattandosi all’esigenza del cliente. Il plus di Canon è che contiamo su un portafoglio prodotti molto ampio, con tecnologie di avanguardia totalmente aperte al mondo del cloud, proposte e sviluppate da aziende cha fanno parte del gruppo Canon. Portiamo al cliente l’ecosistema di soluzioni Canon, siamo titolari di ciò che proponiamo, garantendo servizio, qualità, upgrade, trasformazioni, ampliamenti.

Come risponde a questo tipo di soluzioni la Pa, anche in termini di competenze digitali?

Il Covid ha creato uno spartiacque tra il mondo di prima e quello di oggi. Ha reso consapevoli le aziende e le PA che ora non si può scegliere se cambiare o meno: bisogna cambiare e basta. Le organizzazioni si trovano nella necessità di capire cosa mettere in piedi per superare ogni barriera, compresa quella delle competenze. Per agevolare il processo di cambiamento sono due i requisiti necessari: la semplicità operativa e l’utilizzo di App, che ormai sono talmente diffuse da poter essere considerate alla portata di tutti. La fase preparatoria del progetto è essenziale per fare in modo che – comprendendo bene l’esigenza del cliente – si faccia un delivery di un processo che sia poi davvero molto semplice da far funzionare.

Che tipo di evoluzione del mercato vi attendente per il futuro?

Le parole chiave per il futuro saranno “spazio di lavoro” e “collaborazione da remoto”. Questi viene sintetizzato nella nostra strategia di “workspace collaboration”. Stiamo trasformando la nostra proposta per poter fare in modo che diventi “liquida”: fare in modo cioè che gli utenti – ovunque essi siano – possano lavorare, avendo accesso a tutte le risorse necessarie per farlo al meglio.

In questo “ambiente liquido” come si tutela la sicurezza dei dati sensibili degli utenti e delle informazioni riservate dell’azienda?

Oggi finalmente la sicurezza è diventata una priorità anche per le aziende, che sono attente a considerare che chi offre un servizio sia anche in grado di garantirne la piena sicurezza. La sicurezza informatica è il cavallo di battaglia delle nostre soluzioni, come ci viene riconosciuto anche da organizzazioni di primo piano della Pubblica amministrazione in Italia.

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