L’OPERAZIONE

Digital360 scommette sulla PA digitale: 1,5 milioni per il 51% di Ict Lab

Siglato l’accordo vincolante per rilevare la maggioranza della società specializzata in servizi di consulenza per accompagnare l’innovazione nelle pubbliche amministrazioni. Il closing entro ottobre. L’Ad Gabriele Faggioli: “Pronti a cogliere le rilevanti opportunità del Pnrr”

22 Set 2021

A. S.

gabriele faggioli

Completare la gamma dei servizi per la Pubblica Amministrazione, ampliando le proprie potenzialità di mercato e la propria gamma di servizi consulenziali e formativi in un ambito, quello pubblico, che ha enormi potenzialità di crescita e di sviluppo, anche in considerazione del Pnrr e degli investimenti massicci che saranno effettuati per perseguire nei prossimi anni l’obiettivo della trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana. E’ questo l’obiettivo che ha spinto Digital360, Pmi innovativa quotata sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, a siglare un accordo vincolante per l’acquisizione del 51% di Ict Lab Pa, società nata nel 2015 e specializzata nella fornitura di servizi di consulenza per accompagnare la PA nei suoi percorsi di innovazione.  A seguire gli aspetti legali dell’operazione in qualità di Advisor di Digital360 è stato Advant Nctm.

Ict Lab, che ha sede a Roma, conta su un fatturato – spesso derivante da contratti pluriennali – che per il 2020 ha totalizzato ricavi per 1,4 milioni di euro con un Ebitda vicino al 20%.

I dettagli dell’operazione

I tre soci venditori da cui verrà acquisito il 51% delle quote sociali sono due persone giuridiche, Gms-General Management Services e Nergal Consulting, e una persona fisica, Carlo Flamment, protagonista dal 1995 al 2021 di centinaia di programmi di innovazione nella pubblica amministrazione, sia a livello centrale che a livello regionale e locale, prima come Presidente di Filas, di Roma Capitale, di Capitale Lavoro ed infine per 15 anni di Formez PA.

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Due le fasi in cui verrà perfezionato l’acquisto: un 25,5% delle quote sociali sarà acquisito per 831.600 euro, compresi gli 81.600 euro pagati per la Posizione finanziaria netta della società, che verrà poi conguagliata sulla base della Pfn definitiva alla fine dell’esercizio 2021. Il closing è previsto entro il mese di ottobre, e la roadmap per il pagamento di questa prima tranchè prevede che 327mila euro vengano corrisposti al momento del trasferimento delle quote, e potrà essere pagato per cassa o attraverso l’assegnazione ai venditori di azioni ordinarie di nuova emissione di Digital360. Altri 279mila e 600 euro saranno corrisposti al closing per cassa, mentre i residui 225mila euro saranno pagati entro 12 mesi dalla data del closing.

Quanto poi al successivo 25,5% delle quote sociali, sarà acquisito al prezzo di 750.000 euro, oltre al pro-quota della Pfn esistente alla fine dell’esercizio 2021. Questo secondo trasferimento è previsto entro il mese di maggio 2022 ed il prezzo della cessione verrà corrisposto interamente per cassa, di cui metà pagato alla data del closing e la residua parte entro la data del 31 gennaio 2023.

Secondo quanto stabilito dall’accordo è un coinvolgimento attivo degli attuali soci e amministratori, Carlo Flamment e Fabio Pasquazi, nella gestione futura della società: ricopriranno due dei cinque posti nel Consiglio di Amministrazione, con il ruolo di Amministratore Delegato sarà attribuito a Carlo Flamment.

In capo ai venditori è stato inoltre pattuito un impegno di lock-up, fino alla fine del 2023, sulle azioni eventualmente ricevute in pagamento del prezzo, e previsto un generale obbligo di non concorrenza per un periodo di tre anni.

Quanto ai dettagli dell’accordo, rispetto al prezzo complessivamente pagato per il 51% delle quote sociali, e pari ad 1.500.000 euro (esclusa la Pfn), è stato previsto un conguaglio sul prezzo di vendita sulla base dell’Ebitda contabilizzato dalla società negli esercizi 2021, 2022 e 2023. “Sulla base dello stesso criterio – si legge in una nota – l’accordo prevede infine, a partire dal momento dell’approvazione del bilancio relativo al 31/12/2023, la possibilità per entrambe le parti di esercitare delle opzioni incrociate (Put & Call) per l’acquisto o la vendita del residuo 49% di Ict Lab, il cui prezzo sarà quindi stabilito sulla base della media dell’Ebitda contabilizzato dalla società negli esercizi 2021, 2022 e 2023 oltre alla Pfn.

Gabriele Faggioli: “Pronti a cogliere le opportunità del Pnrr”

“Siamo molto soddisfatti di questa operazione – afferma Gabriele Faggioli (nella foto), Amministratore Delegato di Digital360 – che ci permetterà di cogliere sempre meglio le rilevanti opportunità che il PNRR offre nel campo della trasformazione digitale del Paese e segnatamente della sua Pubblica Amministrazione. La digitalizzazione e la modernizzazione della macchina pubblica è infatti la prima delle grandi riforme che il Piano prevede e la sua attuazione permetterà di fornire migliori servizi ai cittadini ed alle imprese, di valorizzare maggiormente il capitale umano e di assumere giovani preparati. Il Gruppo Digital360, che ha tra i suoi obiettivi proprio l’accompagnamento delle imprese e della PA in questo percorso, potrà giovarsi, con questa operazione, dell’esperienza e delle competenze di un gruppo di professionisti, a cominciare da Carlo Flamment, di grande valore e credibilità nel mondo della pubblica amministrazione”.

“L’integrazione di Ict Lab Pa nel Gruppo Digital360 costituisce una tappa importante per integrare progetti di consulenza per l’innovazione tecnologica in ambito pubblico e privato. I due sistemi possono crescere e svilupparsi in modo sostenibile, se aprono alla necessaria osmosi tra le proprie risorse, capitale umano e modelli di funzionamento – prosegue – Ict Lab Pa ha accelerato nel 2021 il proprio cammino in questa strategia di integrazione e l’ingresso nel Gruppo potrà realmente portare un concreto contributo per favorire la transizione digitale in Italia, sia supportando con le appropriate tecnologie il necessario salto di qualità delle Pubbliche Amministrazioni, sia consentendo alle Pmi di cogliere le opportunità collegate agli investimenti del Pnrr e Next Generation Ue.”

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