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LA PIATTAFORMA

Coronavirus, a Hong Kong wearable e AI per frenare l’epidemia

Il sistema dell’azienda Usa Biofourmis sarà utlizzato dal Dipartimento della Sanità per raccogliere informazioni sulla diffusione della malattia

09 Mar 2020

Antonio Dini

coronavirus

L’azienda di Boston Biofourmis ha stretto un accordo con l’università e il dipartimento della sanità di Hong Kong per utilizzare la sua piattaforma di apparecchi indossabili controllati da remoto con sistemi basati su intelligenza artificiale, con l’obiettivo di raccogliere nuove informazioni utili sul coronavirus.

È il primo accordo di questo tipo, ed ha potenziali implicazioni in tutto il mondo: utilizzare la piattaforma permetterà di monitorare i pazienti infetti da coronavirus e quelli sospetti, permettendo di predire in modo customizzato sul singolo individuo l’evoluzione del contagio e il rischio di nuovi focolai. Questo permetterà ai medici di capire meglio come funziona la malattia per poterla meglio curare.

Il programma verrà realizzato in collaborazione anche con la cinese Harmony Medical, che ha una jount venture con Biofourmis nella regione cinese. La piattaforma dell’azienda bostoniana si chiama Biovitals Sentinel ed è stata costruita in meno di due settimane con l’obiettivo di seguire l’evoluzione del coronavirus, partendo dalla soluzione basata su sistema di intelligenza artificiale Biovital Analytics, che era già stata approvata dalla FDA negli Usa.

“L’obiettivo del programma – ha detto il dottor David Chung Wah Siu della Università di Hong Kong – è quello di monitorare a distanza i pazienti e identificare i biomarcatori che indicano il deterioramento delle condizioni dei pazienti”.

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Il sensore portatile Everion, prodotto sempre da Biofurmis, è lo strumento medicale che permette di rilevare i sintomi come febbre, fiato corto e tosse. L’apparecchio, che è simile a uno smartwatch, può essere indossato per 24 ore di fila. Il sistema di intelligenza artificiale raccoglie i dati dei sensori ed è in grado di analizzare più di 20 indicatori fisiologici diversi, dalla temperatura a tutte le permutazioni del battito cardiaco (frequenza, intervalli) e velocità della respirazione. La AI può riconoscere e segnalare anomalie che possono essere indicatori di possibili deterioramenti della salute della persona. I dottori avranno a disposizione un cruscotto elettronico dal quale vedere i dati dei singoli pazienti con degli allarmi nel caso le condizioni di uno di questi entrino una fase che può portare a un deterioramento della salute.

“Prima ci accorgiamo che la salute di una persona deteriora a causa del coronavirus – ha detto Kuldeep Singh Rajput, ceo di Biofourmis – prima possiamo intervenire. Quando una pandemia come il coronavirus si sta espandendo, ogni secondo conta”.

A livello internazionale questa soluzione promette di fornire potenzialmente un meccanismo per salvare vite con una velocità prima impossibile. Biofourmis sta dialogando con altre agenzie governative in tutto il mondo per vendere la sua soluzione basata su AI. “La soluzione Biovitals Sentinel – dice Rajput – è scalabile e pronta per essere utilizzata da ogni governo o regione che voglia utilizzare un simile strumento di monitoraggio o per la cura dei pazienti a distanza. Siamo disponibili per qualsiasi struttura accademica, medicale o agenzia governativa che sia interessata a una partnership come quella che abbiamo sviluppato”.

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