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L'INTERVISTA

Open source per la sanità 4.0, la sfida di Kelyon

La società napoletana compie 10 anni e punta sull’internazionalizzazione. Il ceo Gaetano Cafiero: “Offriamo un servizio completo, che copre tutte le fasi di un progetto e‑health”

30 Apr 2018

Federica Meta

Giornalista

Un’app che monitora i progressi dell’artrite reumatoide oppure un’altra che trasmette i risultati dei test genetici tra oncologo e patologo diminuendo i tempi di attesa dei malati di cancro. Sono solo alcune delle soluzioni open source messi a punto dalla napoletana Kelyon. Del risultati ottenuti in 10 anni di attività e dei prossimi passi parliamo con il ceo, Gaetano Cafiero.

 L’e-health è un comparto in forte crescita. Crescono anche le aziende che investono in questo settore: qual è la peculiarità di Kelyon?

Cerchiamo di contribuire al miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da malattie life-changing. Ci siamo specializzati nello sviluppo di applicazioni software innovative, alcune delle quali sono classificate come “dispositivo medico”, a supporto di alcune specifiche aree terapeutiche. Tutte le nostre applicazioni sono validate scientificamente. Ai nostri clienti offriamo un servizio completo, che copre tutte le fasi di un progetto e‑health. Utilizziamo esclusivamente tecnologie open source perché le riteniamo più sicure, affidabili e convenienti, in termini di aderenza agli standard e integrazione con altre piattaforme.

Che tipo di soluzioni sviluppate e qual è la vostra tipologia di clienti?

Kelyon sviluppa applicazioni software per la diagnosi, prevenzione e cura di malattie complesse. I nostri clienti sono alcune delle più grandi multinazionali farmaceutiche al mondo – come Pfizer, AstraZeneca, Merck, Roche, Boehringer – associazioni medico scientifiche – come l’Associazione Italiana di Oncologia Medica – e strutture sanitarie come il Policlinico Umberto I di Roma o il II Policlinico di Napoli. Le nostre soluzioni supportano i medici nelle scelte terapeutiche e nel monitoraggio dello stato di salute dei pazienti. Un esempio è “iGro”, una delle soluzioni sviluppate per Pfizer – attualmente in uso in 26 paesi nel mondo – che supporta endocrinologi pediatrici nel monitoraggio della crescita di bambini affetti alcune patologie quali il deficit dell’ormone della crescita. Un’altra delle nostre applicazioni di maggior successo é AZFastnet,. Sviluppata per AstraZeneca, supporta oncologi, anatomopatologi e centri di analisi nella gestione di test di diagnostica molecolare per alcuni dei principali tumori.in campo oncologico.

Come sta rispondendo il mercato?

Kelyon cresce costantemente fin dalla sua nascita nel progettare e sviluppare soluzioni innovative che possano dare dei reali benefici ai pazienti. Perché il paziente viene prima di tutto: patient first è il nostro motto. Già da qualche anno realizziamo quasi la metà del nostro fatturato all’estero. Le applicazioni sviluppate da Kelyon sono utilizzate da migliaia di medici e pazienti in Europa, America e Asia.

Quali sono le strategie future?

Puntiamo molto sull’internazionalizzazione. Abbiamo appena costituito una consociata in UK da cui ci attendiamo un significativo sviluppo del nostro business. Puntiamo a creare dei nostri prodotti per il mercato e-health e per questo stiamo attivando delle partnership di ricerca con alcune università e centri di ricerca qui in Italia e in UK, dove sono all’avanguardia nel settore della Sanità Digitale.

Quet’anno festeggiate i 10 anni di attività. Un bilancio?

Quello di cui vado più fiero è il fatto che da Napoli, da San Giovanni a Teduccio, con un team straordinario composto in maggioranza da under 30, stiamo crescendo quotidianamente e sviluppando nuove attività. Pe noi team e talenti sono i valori più importanti, anche grazie alla collaborazione con le Università del nostro territorio la cui qualità è stata riconosciuta da multinazionali del calibro di Apple e Cisco che hanno creato a Napoli le loro Academy.

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