Sanità, con la telemedicina risparmi per 21 miliardi di dollari. Consulto a distanza servizio chiave - CorCom

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Sanità, con la telemedicina risparmi per 21 miliardi di dollari. Consulto a distanza servizio chiave

Secondo uno studio di Juniper Research il mercato ha subito una forte accelerazione dovuta alla pandemia da Covid-19. Negli Usa si apre la sfida normativa: per gli analisti serve spingere sulla deregulation per aprire il mercato ai piccoli operatori

17 Mag 2021

Giampiero Rossi

La pandemia da Covid-19 sta portando sempre più cambiamenti nel nostro stile di vita, anche per quanto riguarda il rapporto medico paziente, facendo aumentare, ad esempio, i servizi di telemedicina. A tal proposito, un nuovo studio di Juniper Research ha rilevato che entro il 2025 la telemedicina farà risparmiare all’industria sanitaria 21 miliardi di dollari di costi, dagli 11 miliardi di dollari del 2021, rappresentando un tasso di crescita superiore all’80% nei prossimi quattro anni.

Si mette in guardia, tuttavia, sul fatto che i risparmi sarebbero solo limitati ai paesi sviluppati, in cui l’accesso ai dispositivi richiesti e alla connettività Internet è maggiore.

Di conseguenza, si prevede che, entro il 2025, oltre l’80% dei risparmi sarà attribuibile al Nord America e all’Europa.

Il concetto di telemedicina suppone la fornitura a distanza di servizi sanitari e include tecnologie come teleconsulti, chatbot e monitoraggio remoto dei pazienti.

La ricerca ha identificato nel teleconsulto, che consente a pazienti e medici di interagire a distanza, il servizio chiave che consentirà questi significativi risparmi.

Il rapporto Telemedicine: Emerging Technologies, Regional Readiness & Market Forecasts 2021-2025, che offre un’analisi del mercato della telemedicina, fornendo approfondimenti strategici sulle tecnologie e sui fattori chiave che stanno stimolando il futuro della telemedicina, ha stimato che, mentre nel 2019 sono stati eseguiti oltre 280 milioni di teleconsulti, questo valore, a causa della pandemia da Covid-19, è salito a ben 348 milioni nel 2020.

Lo studio afferma che le attività degli sviluppatori di servizi sanitari di terze parti saranno cruciali nell’accelerare la diffusione dei servizi di telemedicina emergenti e nell’aumentarne la diffusione tra gli operatori sanitari.

Tuttavia, si prevede che il rilevante investimento nell’integrazione dei servizi di telemedicina e il requisito della protezione dei dati, come l’HIPAA (Health Insurance Portability and Accountability Act) negli Stati Uniti, scoraggeranno l’adozione tra i piccoli fornitori di assistenza sanitaria.

Lo studio, quindi, raccomanda che gli organismi di regolamentazione sanitaria, per favorire l’adozione dei servizi di telemedicina, continuino a deregolamentarli in modo da ridurre al minimo eventuali barriere per i piccoli operatori sanitari.

L’autore della ricerca, Adam Wears, ha anche osservato che qualsiasi deregolamentazione deve garantire che la riservatezza del paziente non sia compromessa e che i servizi di teleconsulto innovativi ed emergenti siano integrati nelle tecnologie sanitarie esistenti, come ad esempio le cartelle cliniche elettroniche, in modo tale da massimizzare i benefici per gli operatori sanitari.

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