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PA DIGITALE

E-procurement leva di efficienza, ma serve innovare la progettazione

La riforma del sistema degli acquisti pubblici che mirava al consolidamento delle centrali non ha ancora dato i risultati sperati: a 4 anni dal varo delle nuove norme c’è stato un aumento degli acquisti centralizzati, ma i progressi sono ancora limitati in termini di volumi. Invertire la rotta è necessario se il Paese non vuole perdere il treno dell’innovazione

19 Giu 2018

F. Me

Trasparenza ed efficienza dovrebbero essere le bussole per ogni attività della PA. La riforma degli acquisti della PA, avviata con il DL n. 66 del 2014, mirava alla centralizzazione attraverso la creazione di una trentina di “soggetti aggregatori” sui quali avrebbero dovuto transitare gli acquisti per certe merceologie e al di sopra di certe soglie. Ad oggi non sembra aver ancora dato i risultati sperati, come evidenzia l’Osservatorio Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano. Infatti, a quasi quattro anni dalla riforma, c’è stato un aumento degli acquisti centralizzati, ma i progressi sono ancora limitati in termini di volumi. Restano, inoltre, aspetti di criticità in termini di trasparenza e pubblicità dei prezzi effettivamente pagati dalla PA, nonché sulle procedure adottate.

Come far svoltare l’amministrazione? Serve una progettazione chiara di ciò che la PA vuole acquistare, un chiaro piano dei fabbisogni per poi avviare la procedura d’acquisto selezionata. In questa cornice un ruolo chiave lo può giocare il digitale.

La digitalizzazione dei processi di approvvigionamento di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni (electronic public procurement) è uno dei principali driver delle politiche della Commissione Europea; l’obiettivo, nel medio periodo, è quello di digitalizzare l’intero processo di approvvigionamento delle pubbliche amministrazioni nelle due fasi di pre e post aggiudicazione, ovvero dalla pubblicazione dei bandi fino al pagamento (appalti elettronici end-to-end).

Si stima che sia pari a 87 miliardi di euro la quota di spesa per beni e servizi, gestita da 32.000 stazioni appaltanti polverizzate sul territorio che nel corso del 2016 saranno, gradualmente, razionalizzate attraverso le procedure di acquisto dei soggetti aggregatori, che costituiscono un “sistema a rete” per il perseguimento dei piani di razionalizzazione della spesa pubblica e per la realizzazione di sinergie nell’utilizzo di strumenti informatici per l’acquisto di beni e servizi.

Di come efficientare il procurement si parlerà al seminario organizzato L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, il 20 giugno a Roma presso la Sala del Refettorio, via del Seminario 76, partire dalle 9.30. Esperti, politici e tecnici a confronto su come migliorare le procedure di acquisto.

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