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IL NUOVO GOVERNO

Economia digitale, ecco il piano di Renzi

Il dossier Agenda digitale sul tavolo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio: piano industriale per le start up, smart city e sviluppo delle competenze digitali i punti salienti. Focus sulla PA digitale per abbattere la burocrazia. La governance a Palazzo Chigi

24 Feb 2014

Federica Meta

Il neo premier Matteo Renzi promette sorprese sull’economia digitale. E lo fa rispondendo via Twitter all’ex capo dipartimento alle Comunicazioni del Mise, Roberto Sambuco che notava come mancasse “l’indispensabile attenzione ai temi dell’economia digitale”, invocando un “governo 2.0”. Stando a quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni il dossier Agenda digitale è sul tavolo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Derlio, che dovrà decidere come agire sulle deleghe. L’intenzione del nuovo esecutivo è quello di accentrare la governance dell’Agenda sulla scia di quanto avviato dall’ex presidente del Consiglio Enrico Letta. A questo proposito sul tavolo di Delrio c’è anche il rapporto Caio sullo stato della banda larga. Nelle prossime settimane, e comunque entro fine marzo, Renzi e il suo braccio destro incontreranno mister Agenda digitale.

Due le ipotesi al vaglio: o nominare un sottosegretario con delega all’Innovazione oppure nominare una task force di esperti alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi a coordinare e monitorare l’attuazione dei progetti digitali. “Quale che sia la scelta – dicono al Corriere delle Comunicazioni dall’entourage del premier – certo è che Renzi non mollerà le politiche digitali, tema chiave del programma di governo anche in virtù dell’obiettivo di abbattere la burocrazia”. Avanti tutta, dunque, sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione e sugli open data.

Contestualmente il nuovo governo andrà avanti sulla strada tracciata da Letta e Caio per realizzare i tre progetti chiave – fatturazione elettronica, identità digitale e anagrafe unica – considerati anche da nuovo esecutivo “teste d’ariete” per lo switch off dell’amministrazione.

Altro pilastro del programma Renzi è il sostegno alle start up. L’idea è quella di lanciare una sorta “piano industriale” in grado di mettere a sistema le migliaia di aziende innovative che – ci dicono ancora – possono “cambiare verso all’economia del paese”.

Riflettori puntati anche delle smart city. Tema, questo, particolarmente caro, a Delrio già ai tempi cui era presidente Anci. Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio “l’Italia è di per sé una nazione smart: la sua bellezza e le sue piazze generano relazioni e connessioni positive. Ma non deve accontentarsi e rinunciare alla possibilità di innovare. Questo Paese deve fare sistema appellandosi a tutte le sue forze”.

Infine – ma non importante – le competenze digitali. L’idea in testa al premier è quella di varare finalmente un programma nazionale di formazione che coinvolga scuole, università e imprese da collegare job act. “Internet – fanno sapere ancora dall’entourage di Renzi – ha creato negli ultimi 15 anni 700mila nuovi posti di lavoro ma è considerato ancora la cenerentola dello sviluppo. Non è più accettabile che sia così”.

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