Fattura elettronica, obbligatoria da domani per tutta la PA - CorCom

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Fattura elettronica, obbligatoria da domani per tutta la PA

Coinvolti anche i fornitori degli enti regionali, locali, pubblici e privati che concorrono al bilancio dello Stato. Necessario software ad hoc per il documento che va conservato per 10 anni

30 Mar 2015

D.A.

Scatta da domani l’obbligo della fatturazione elettronica verso tutta la pubblica amministrazione, enti locali compresi (la PA centrale è già coinvolta dal 6 giugno 2014). Dal 31 marzo, infatti, tutti i fornitori della PA dovranno trasmettere attraverso il sistema di interscambio (Sdi) e conservare in modalità elettronica tutte le fatture indirizzate agli enti pubblici.

Il nuovo obbligo riguarda tutti i fornitori delle amministrazioni statali, regionali e locali anche a ordinamento autonomo, e di tutti gli enti pubblici e privati che concorrono alla formazione del bilancio consolidato dello Stato. Per i fornitori, l’obbligo comporta la creazione della fattura elettronica, la trasmissione allo Sdi e la conservazione elettronica a norma. E’ importante sottolineare che non basta creare una fattura secondo i normali programmi di scrittura, ma è necessario avere un software che consenta di predisporre la fattura secondo il formato e il tracciato approvato dalla legge.

La fattura deve contenere le informazioni fiscalmente obbligatorie quali l’identificazione del fornitore e del cliente, la natura e la quantità dei beni o dei servizi erogati, l’inserimento dei codici Cup o Cig (che identificano il fornitore). Inoltre, non è possibile emettere una fattura senza aver individuato correttamente l’indice identificativo dell’ufficio a cui è destinata. Si tratta dell’Ipa che consente al mittente di essere certo del destinatario: capita che un’unica amministrazione abbia più codici per ogni centro di spesa.

La trasmissione al destinatario deve avvenire sempre con modalità telematica attraverso il sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate e la conservazione elettronica. La norma consente di utilizzare diversi canali per l’invio: la Pec (posta elettronica certificata) o altri mezzi di trasmissione come i sisterni di cooperazione applicativa basata su apposite convenzioni con lo Sdi. Dopo l’invio e la notifica di ricezione, è necessario conservare la fattura in modo elettronico e garantita almeno per dieci anni.

Infine, vale la pena di ricordare che recentemente l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che i dati delle fatture elettroniche non verranno utilizzati per gli accertamenti fiscali.

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