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Forum PA 2016: cinque ricette per digitalizzare l’Italia

Al convegno inaugurale della fiera dedicata alla pubblica amministrazione confronto tra i big player dell’Ict su come contribuire alla trasformazione: “Pronti a mettere in campo le nostre soluzioni e le nostre competenze. Spid sarà la chiave di volta”

24 Mag 2016

Federica Meta

L’industria dell’Ict in campo per accelerare sull’Italia digitale. Con tecnologia, know how e visione di Paese. Al convegno inaugurale di ForumPA i big player si sono confronati su come contribuire a questa importante sfida.

Per Carlo Purassanta, Ad di Microsoft “la PA Italiana sta affrontando un cambiamento epocale ed è fondamentale sostenerne il percorso di trasformazione digitale attraverso una sana collaborazione tra pubblico e privato, che vada nell’interesse della collettività”. “I player dell’innovazione possono fare molto per aiutare gli enti pubblici a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e a dar vita a modelli operativi più efficienti e servizi più efficaci, ma anche i cittadini stessi possono e devono divenire protagonisti di questo processo d’innovazione – ha spiegato il manager di fronte a una folta platea – Microsoft crede molto nel valore della co-partecipazione oltre che nell’importanza del dialogo tra pubblico e privato in un ciclo di interdipendenze funzionale alla crescita del Paese: a Forum PA intendiamo proprio dar forma a questo modello d’interazione attraverso l’iniziativa Call4Solutions, fiduciosi che dal confronto possano nascere idee brillanti d’impatto reale che traducano in applicazioni concrete l’istinto riformatore del Governo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Simone Battiferri, Direttore Ict Solutions & Service Platforms Tim: “Tim è fortemente impegnata nel percorso di digitalizzazione del Paese con l’obiettivo di migliorare la vita dei cittadini e delle imprese, investendo in tecnologie innovative e contribuendo alla diffusione di una “cultura digitale”. Come partner tecnologico delle aziende e della Pubblica Amministrazione, Tim mette in campo infrastrutture e piattaforme abilitanti supportando importanti iniziative come lo Spid, il Sistema Pubblico di Connettività Cloud e la Fatturazione Elettronica”.

Per Marco Fanizzi, ceo di Emc Italia serve “promuovere e implementare la trasformazione digitale”. “Qualche passo si è già fatto – come l’istituzione del Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale e la fatturazione elettronica – e Emc supporta queste iniziative in cui la tecnologia abilita nuovi modelli di fruizione dei servizi per i cittadini, avvicinandoli alle istituzioni per una maggiore partecipazione e coinvolgimento”, ha sottolineato.

Emc è pronta a giocare la sua parte e a mettere a disposizione tecnologia e know-how affinché il cambiamento nella PA avvenga in tempi brevi e con la massima affidabilità e sicurezza per i cittadini – ha rdetto Fanizzi – Temi quali open data, analisi delle informazioni, virtualizzazione, interoperabilità e sicurezza, infatti, sono da sempre assi portanti nella proposizione di Emc”.

Anche Stefano Venturi, Corporate Vp e Ad Gruppo Hewlett Packard Enterprise in Italia, ha ricordato che sono stati compiuti molti “progressi nella trasformazione digitale della PA che hanno portato ad una maggiore efficienza dei servizi e alla semplificazione delle relazioni tra cittadini e enti, ma il percorso è ancora lungo e serve un’accelerazione”. Ma ha evidenziato il manager “restano da affrontare le sfide tecnologiche e le opportunità offerte da Big Data Analytics e IoT, Sicurezza, infrastrutture Cloud ibride, Mobilità. Aree di trasformazione che segnano un percorso che vede Hewlett Packard Enterprise al fianco di aziende e PA, offrendo servizi e soluzioni Open Standard e interoperabili che abilitano anche l’ecosistema delle imprese locali allo sviluppo di soluzioni che creino valore”.

Anna Pia Sassano, Direttore Architetture Digitali e Servizi per la Pubblica Amministrazione Poste Italiane, ha sottolineato come il gruppo abbia fatto dell’innovazione “la leva strategica per il proprio futuro e ha scelto di portare con sé i propri clienti che sono poi la gran parte dei cittadini di questo Paese”. “L’azienda si pone come motore di sviluppo inclusivo nell’accompagnare l’Italia verso l’economia digitale grazie alla propria infrastruttura logistica e tecnologica presente in ogni angolo del Paese e collegata con le principali infrastrutture europee – ha chiarito – Proprio Poste Italiane può quindi favorire e agevolare la transizione al digitale della PA gettando un ponte di nuovi e più semplici servizi per i cittadini e per le imprese che li accompagni nel processo di digitalizzazione senza lasciare indietro nessuno”.

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