Giovannini: "Italia digitale, pubblico e privato marcino insieme" - CorCom

LA SFIDA E-PAYMENT DELLA PA

Giovannini: “Italia digitale, pubblico e privato marcino insieme”

La responsabile Area Pubblica amministrazione dell’Agid: “E-fattura e pagamenti elettronici sono progetti Paese. Serve l’impegno dell’amministrazione e della filiera delle aziende per realizzare l’Agenda”

02 Feb 2015

Federica Meta

Pagamenti digitali in tutte le PA entro fine 2015 e fatturazione elettronica nelle amministrazioni locali entro marzo 2015. Sono queste le prossime tappe obbligate per la realizzazione dell’Agenda digitale italiana. A raccontare come si sta attrezzando il sistema pubblico per rispettare le scadenze è Maria Pia Giovannini, responsabile Area Pubblica Amministrazione dell’Agenzia per l’Italia digitale.

Si tratta di due appuntamenti fondamentali. Nella pratica che sta facendo Agid per sostenere l’amministrazione?

Abbiamo un metodo di lavoro strutturato e ben funzionante che abbiamo messo in campo quando la fatturazione elettronica è diventata un obbligo, a giugno 2014, e che ora intendiamo replicare sia nei pagamenti elettronici sia per sostenere le amministrazioni locali che, a breve, dovranno utilizzare la e-fattura.

Ci spieghi meglio.

Si tratta di progetti-Paese per i quali è necessaria un’azione di sistema che veda l’impegno del pubblico ma anche della filiera delle aziende private che, insieme, mettono in campo impegni per far funzionare il progetto. Quando è arrivata la scadenza della fatturazione elettronica nelle PA centrali questa visione è stata fondamentale perché il progetto riuscisse: c’è stato l’impegno di Agid, del Mef ma anche di Unioncamere, di Confindustria nonché degli ordini professionali. Ecco, questo è il modello operativo che stiamo replicando anche adesso che tocca alla fattura nelle PA locali e ai pagamenti digitali.

Entrando nel dettaglio, quali azioni sta curando l’Agid per informare la amministrazioni locali, che a marzo saranno obbligate a pagare solo fatture inviate in digitale?

L’Agenzia per l’Italia Digitale sta operando, in collaborazione con Anci- Ifel, per sensibilizzare e supportare le PA nel percorso di adozione della fattura elettronica. È stata inviata, tramite posta elettronica all’indirizzo del responsabile finanziario di ogni amministrazione, una nota di riepilogo degli adempimenti, con il richiamo ad una serie di riferimenti documentali utili all’attuazione della fatturazione elettronica, unitamente alla richiesta di compilazione di un breve questionario.

In che consiste il questionario?

Lo schema utilizzato per il questionario è analogo a quello già utilizzato per le PAC, prima dell’attivazione della fattura elettronica del 6 giugno scorso. I dati richiesti sono abbastanza semplici, e costituiscono anche un utile punto di partenza per iniziare a programmare le azioni organizzative necessarie per arrivare preparati al prossimo 31 marzo. Il questionario proposto chiede anche alcuni dati quantitativi, cioè il numero di fatture ricevute nel 2013 e 2014, i picchi di ricezione e i volumi massimi di documenti. Le informazioni servono a dimensionare il Sistema di interscambio (Sdi) per la ricezione delle fatture.

Cosa devono fare le PA prima della scadenza del 31 marzo?

Sono quattro i passi da fare. Prima di tutto nominare un referente per la fatturazione che rappresenti l’interfaccia istituzionale nei confronti della varie strutture del progetto. È poi necessario censire gli uffici destinatari delle fatture, aggiornando i dati presenti sull’Indice della pubblica amministrazione (Ipa) e associando agli uffici individuati il servizio di fatturazione elettronica. Inoltre, dopo aver censito tutti i contratti in essere, andrà ad effettuare un collegamento fra ufficio destinatario di fatturazione elettronica e contratto al fine di poter comunicare ai rispetti vi fornitori i codici ufficio assegnati dall’Ipa necessari per indirizzare correttamente la fattura elettronica. Infine l’integrazione dei sistemi: la PA adegua i propri sistemi di contabilità e procedere alla integrazione con i sistemi infrastrutturali del progetto, ovvero Sdi (Sistema di Interscambio).

Sul fronte pagamenti come vi state muovendo?

Stiamo supportando a livello tecnico le amministrazioni e i prestatori di servizio che, avendo già aderito al Nodo pagamenti Spc, sono chiamati a testarne e collaudarne l’effettiva funzionalità. Contemporaneamente, stiamo facendo campagne di comunicazione per spingere le PA e i prestatori di servizi di pagamento a aderire al nuovo sistema. Forniamo loro chiarimenti sulle funzionalità e comunichiamo ogni progresso dell’infrastruttura. Inoltre insieme al Cisis , portiamo avanti le attività con le Regioni, le quali si propongono come soggetti aggregatori delle amministrazioni locali del territorio.

A che punto sono le PA?

Per quanto riguarda le centrali, il Ministero di Giustizia, avendo aderito al sistema per prima, ha già portato a termine il roll-out. Via Arenula ha abilitato tutti i tribunali italiani a ricevere pagamenti elettronici connessi al processo civile telematico, che dal mese di giugno 2014 sta subendo un forte incremento per via della sua obbligatorietà. Il Miur il Mise e l’Aifa stanno invece integrando le loro applicazioni di front-end con il pacchetto software denominato “porta applicativa dei pagamenti”, già realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e messo gratuitamente a disposizione delle PA per velocizzare la loro adesione al sistema. L’Agid ha aperto un tavolo di lavoro con l’Agenzia delle Entrate per consentire agli utenti di pagare in via elettronica i servizi catastali e l’acquisto del bollo digitale.

Le Regioni invece?

Il Veneto ha portato a completamento il sistema di pagamento e già fa da “collettore” per alcuni Comuni dove è possibile effettuare pagamenti digitali: Padova, Treviso, Feltre, Verona, Venezia, Belluno e Vicenza. Altre due regioni la Toscana e le Marche hanno avviato i primi servizi di pagamento (bollo auto e ticket sanitario) e l’Emilia Romagna ha concluso i test ed é pronta a partire. Altre Regioni stanno completando le attività e sono in fase di test mentre altre, avendo già manifestato la volontà prendere in riuso quanto realizzato dalla regione emiliana, potranno concludere velocemente la fase dei test applicativi. Tra le Regioni che stanno completando i propri piani di attività per partire entro l’estate ci sono il Piemonte, la Lombardia, la Sardegna, il Friuli Venezia Giulia, l’Umbria e la Provincia Autonoma di Trento, mentre restano più indietro le altre Regioni.

I Comuni sono in movimento?

Alcuni Comuni, quali il Comune di Ciriè in Piemonte, i Comuni di Lissone e Vedano al Lambro in Lombardia e il Comune di Qualiano in Campania, hanno già scelto di aderire direttamente al nuovo sistema, senza attendere l’adesione da parte delle rispettive Regioni di appartenenza.