Inps, i sindacati sul piede di guerra: “Con Spid aumenterà il divario digitale” - CorCom

LA LETTERA

Inps, i sindacati sul piede di guerra: “Con Spid aumenterà il divario digitale”

La denuncia di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilpa Uil: solo 4,5 milioni di pensionati su 16 milioni usano il Pin. Garantire accesso a informazioni è priorità. Chiesto un tavolo urgente: “Servono soluzioni rapide ed efficaci”

09 Feb 2021

Enzo Lima

Consentire ai pensionati di accedere ai propri cedolini individuando un sistema che tenga conto del divario digitale: questo l’appello dei segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilpa Uil, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo i quali in una lettera inviata al presidente dell’Inps Pasquale Tridico e al presidente del Civ Inps Guglielmo Loy, hanno chiesto un tavolo urgente in cui affrontare il tema del divario digitale e delle difficoltà per milioni di pensionati di avere accesso ai propri cedolini della pensione.

“Sono passati ormai sei anni da quando l’Inps ha deciso di sopprimere le comunicazioni cartacee con cui inviava ai cittadini le informazioni sui trattamenti pensionistici, rendendo le informazioni accessibili solo online dal sito dell’Istituto, dopo rilascio di apposito Pin – si legge nella missiva -. Il bilancio è sconfortante: solo 4,5 milioni di pensionati su 16 milioni usano il Pin Inps e circa 12 milioni di pensionati oggi non riescono quindi a controllare importi ed eventuali variazioni delle loro pensioni e ad accedere ai propri cedolini, cosa quest’ultima che sarà resa ancora più difficile col passaggio da Pin Inps a Spid”.

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Il Decreto Semplificazioni, ricordano i sindacati dei pensionati, “ha previsto, per chi non ha accesso a un domicilio digitale, altre modalità di messa a disposizione e consegna della documentazione della pubblica amministrazione, da determinare con successivo decreto, riconoscendo che esiste un problema di divario digitale. L’esclusione digitale di una parte consistente della popolazione anziana e pensionata, soprattutto quella di età più avanzata, è un fatto reale e rischia di aggravarsi ulteriormente”.

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