Inps, Tridico: "Transizione digitale priorità strategica: ruolo chiave per l'AI" - CorCom

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Inps, Tridico: “Transizione digitale priorità strategica: ruolo chiave per l’AI”

Il presidente dell’istituto: “Puntiamo ad aumentare il numero di servizi automatizzati e, al contempo, implementare le competenze dei dipendenti per gestire processi complessi”. Focus anche sui gig workers: “Più tutele con MetaGig platform, piattaforma sviluppata con Inail”

12 Lug 2021

Federica Meta

Giornalista

Inps accelera sulla transizione digitale. Il presidente Pasquale Tridico nella Relazione annuale del XX Rapporto Annuale dell’Istituto ha delineato le strategie dell’istituto. ”Il tema della riorganizzazione interna dell’Inps è centrale nel nostro bilancio di attività, e a questo abbiamo dedicato il quarto ed ult imo capitolo del Rapporto.

“Esso rende conto della transizione al digitale che Inps sta  realizzando, chiamando a raccolta risorse progettuali interne ed  esterne – ha spiegato – Sebbene la digitalizzazione dei servizi pubblici  sia un  processo in atto da molti anni, i cittadini non percepiscono ancora le transazioni digitali come la modalità più efficace per interagire con  la Pubblica amministrazione“.

“La ragione risiede nella bassa fruibilità  dei servizi offerti dal settore pubblico, in conseguenza di una trasformazione tecnologica che spesso si è limitata a sostituire i
processi fisici esistenti con equivalenti soluzioni digitali, senza  modificare le prassi consolidate, né la logica di servizio, né le  impostazioni ricalcate sulle precedenti tecnologie o sugli assetti  dell’organizzazione interna”.

”Per questa ragione – ha sottolineato – il consiglio di amministrazione ha adottato due piani per il triennio in corso – il ‘Piano strategico digitale 2020-2022’ e il ‘Piano strategico ict 2020-2022’  con l’obiettivo di delineare un preciso percorso di innovazione e transizione al digitale, che l’Istituto ha prontamente avviato. I due
Piani strategici adottati nel corso del 2020 sono stati scomposti in un programma coerente di progetti di innovazione, sviluppati  parallelamente agli ordinari processi di manutenzione e aggiornamento  incrementale delle infrastrutture ict. Il nuovo approccio delineato  nel Piano ict si basa su nuovi paradigmi tecnologici ed organizzativi. La necessaria continuità dei servizi si affianca al processo di
evoluzione ed innovazione di processi ed infrastrutture, puntando su  piattaforme che permettono di offrire servizi ai cittadini in modo  proattivo, con procedure semplificate e automatizzate”.

L’evoluzione delle aspettative e dei bisogni degli utenti in un contesto di trasformazione digitale ha determinato la necessità per l’Inps di coniugare in un’unica strategia i consolidati processi di programmazione e budget e le politiche di
sviluppo tecnologico definite nel Piano triennale dell’informatica – si legge nel XX Rapporto Annuale Inps – Il Piano strategico digitale è un documento integrato e omnicomprensivo nel quale convergono esigenze amministrative, politiche organizzative e innovazione tecnologica, in linea con il carattere pervasivo della
trasformazione digitale nella società.

Il Piano strategico digitale non attiene esclusivamente alla sfera  tecnologica, ma va interpretato come strategia complessiva che si  declina secondo una prospettiva  organizzativa e di ”business” e si  pone come cornice di riferimento per un insieme di progettualità  integrate e coerenti che interessino le persone, i processi, gli  assetti organizzativi, gli strumenti.

In questo senso un ruolo chiave lo giocano le competenze. ”La trasformazione digitale non può limitarsi all’innovazione tecnologica e delle procedure, ma  richiede di intervenire sulle competenze del personale attualmente in  servizio, per il quale è in corso un piano di change management – ha detto Tridico -”L’Inps  ha inoltre iniziato a valutare e implementare  soluzioni moderne di intelligenza aArtificiale. La corretta  implementazione e automatizzazione in ambiti rilevanti ha il  potenziale di migliorare notevolmente i servizi dell’Istituto. Non  solo riducendo quel lavoro dei dipendenti attualmente dedicato ad  attività ripetitive a basso valore aggiunto ma riqualificandolo verso  attività a maggior supporto al cittadino. Potrà raccomandare servizi  specifici per le esigenze del singolo utente, personalizzandone anche  l’approccio comunicativo, a volte più semplice ed essenziale o altre
più articolato e completo”.

”Come risultato finale -ha chiarito – il cittadino godrà di maggiore attenzione,  accuratezza nell’identificazione dei suoi bisogni, tempi più rapidi nella risposta. A tale fine l’Inps sta sperimentando tecnologie d’avanguardia del settore, come i transformers, o modelli  di machine learning. Il tutto, naturalmente, in conformità con il  regolamento gdpr dell’Unione europea”.

La tutela dei gig workers

L’Inps ha studiato, insieme ad Inail, un sistema per poter garantire ai cosiddetti gig workers le tutele previdenziali ed assicurative che caratterizzano il rapporto di
lavoro in Italia, attraverso la creazione di una piattaforma centralizzata, una MetaGig platform.  ”Oltre all’aspetto tecnologico e innovativo – ha evidenziato Tridico – essa permette  la corretta gestione delle informazioni legate alle posizioni previdenziali ed assicurative dei rider e alla tracciabilità previste dalla normativa sui rapporti di lavoro in Italia (dipendenti, autonomi o parasubordinati), garantendo la trasparenza sui rapporti di lavoro, la tutela dei diritti dei lavoratori e la flessibilità necessaria per
queste tipologie di lavoro caratterizzate da una forte intermittenza. Attraverso un registro digitale è possibile mappare tutti gli attori  coinvolti e far confluire eventi e dati di processo relativi sia ai  rapporti che alle modalità di svolgimento del lavoro”.

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”L’individuazione – ha avvertito – di un punto unico di convergenza per una gestione   e compliant della flessibilità, dell’intermittenza e delle relative tutele previdenziali ed  assicurative, consentirà di avere evidenza delle informazioni relative ai rider, di raccogliere quelle che possono essere utilizzate dagli  enti previdenziali per il monitoraggio delle condizioni di lavoro, e  di tracciare le attività di lavoro in tempo reale. Questa esperienza  ci insegna l’importanza della funzione ispettiva per il governo delle  veloci e profonde trasformazioni che avvengono nel mercato del lavoro”.

Focus sulla figura del rider

”Le rilevazioni condotte  dall’Inps su alcune importanti società di food delivery basate sulle  denunce mensili Uniemens per i dipendenti privati e per i  collaboratori fino a qualche mese fa davano sostanzialmente esito  nullo, con poche centinaia di unità – ha spiegato Tridico – Rilevavano piuttosto non rider ma personale ‘strutturato’ (esempio informatici, dirigenti, impiegati,  eccetera). I flussi di dati odierni danno invece esiti differenti:  alcune migliaia di unità in media mensile, con picchi di circa 5.000  rider per alcuni singoli mesi e per alcune aziende. La nuova evidenza  potrebbe essere da imputare agli effetti dell’attività di controllo condotta con il coordinamento della Procura della Repubblica di Milano per i profili penalistici e dell’Ispettorato nazionale del lavoro per  quanto riguarda l’inquadramento dei rapporti di lavoro, con notifica
di verbali di accertamento a società di gestione delle attività di  consegna a domicilio”.

”Quest’ultimo – ha affemato – ha riaffermato il principio di diritto per  cui la prestazione dei ciclo-fattorini ‘etero-organizzati’, resa  mediante la piattaforma digitale – al pari di tutte le collaborazioni  realizzate con l’ingerenza funzionale dell’organizzazione predisposta  unilateralmente da chi commissiona la prestazione – sia attratta  nell’area di applicazione delle protezioni proprie del lavoro  subordinato”.

Di conseguenza, “ha effettuato ispezioni su quattro società di food  delivery, realizzando l’estensione della tutela previdenziale, propria dei lavoratori subordinati, a 55.415 persone fisiche che, dai dati  documentali acquisiti nell’istruttoria di competenza, sono risultati  legati contrattualmente e in posizione di autonomia alle società di  delivery ispezionate”.

”Complessivamente – ha ricordato il presidente Inpd – sono state  predisposte ed elaborate circa 500.000 denunce Uniemens. Il tutto per  un addebito complessivamente pari a 155.519.593 euro, prevalentemente  per mancati contributi. La Cassazione interpreta l’applicazione della  disciplina del lavoro subordinato, stabilendo la sufficienza di  prestazioni prevalentemente (e non più esclusivamente) personali e  menzionando esplicitamente il lavoro svolto attraverso piattaform digitali”.

“E la stessa novella legislativa – ha chiarito – ha mostrato chiaramente
l’intento di incoraggiare interpretazioni non restrittive di tale  nozione, dando spazio alla speculazione giuridica svolta per i rider  di manifestare tutta la sua potenzialità anche per rispondere alle  esigenze di tutela delle altre forme di lavoro, proprie della gig  economy”.

”Anche per questi di lavoratori – commenta Tridico – la disciplina  del contratto di lavoro vede tre grandi fattispecie: lavoro  subordinato nell’impresa, lavoro autonomo e contratto di lavoro coordinato e continuativo a cui viene estesa la disciplina del rapporto di lavoro subordinato a quelle collaborazioni autonome che si realizzano in una ‘prestazione di lavoro prevalentemente personale, continuativa ed etero organizzata’. Su questo tema, l’Istituto si è anche attivato per comprendere come superare gli attuali vincoli e  garantire una copertura completa ed efficace”.

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