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SPENDING REVIEW

Insiel, Piero Camber (Pdl): “Con la spending review a rischio servizi digitali”

Il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia scende in campo contro la chiusura delle in house prevista dal decreto: “Provvedimento in controtendenza con le politiche europee”. E lancia l’allarme sull’occupazione: “750 addetti senza futuro”

17 Lug 2012

F.Me.

“Il decreto del Governo sulla spending review potrebbe portare allo smantellamento di Insiel e al black out totale dei servizi che la società regionale garantisce a i cittadini del Friuli Venezia Giulia”. A suonare l’allarme è il consigliere regionale del Pdl Piero Camber, presidente della VI Commissione, che chiede al presidente Tondo di intervenire anche su questo fronte con l’Esecutivo nazionale “Dovesse passare la linea di privatizzare le società in-house, le conseguenze le pagheranno il milione e 200mila residenti in regione, sia come fruitori dei servizi che Insiel garantisce da 38 anni come la Carta Regione, le anagrafi e la gestione delle cartelle cliniche ospedaliere solo per citarne alcuni, sia sul piano occupazionale che metterebbe in strada 750 nuovi disoccupati, senza un futuro”.

“Considerato inoltre che il Piano per la crescita, elaborato in questi giorni dal Governo, prevede la creazione dell’Ente per l’Italia digitale che avrà il compito di unificare in un unico soggetto pubblico competenze e responsabilità per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, il decreto legge presentato ci sembra un atto in totale controtendenza dal momento che, di fatto, punta a privatizzare il servizio”. “Anche l’Ue è decisa a rilanciare il ruolo delle società in-house come Insiel e all’inizio del 2013 verrà approvata una Direttiva che obbligherà le Amministrazioni pubbliche ad affidare a queste società il 90% dei loro servizi e di quelli delle loro partecipate e controllate. Inoltre, secondo questa Direttiva – precisa Camber – una società è considerata in-house solo se al 100% pubblica: e Insiel lo è già”.

“A parità di servizi erogati, per gestire in modo unitario un sistema informativo complesso messo in piedi da Insiel attorno a esigenze specifiche della nostra Regione, non sembra più economico né più efficace ricorrere al mercato privato rispetto a un’unica società in-house come Insiel che funziona perfettamente”.

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