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L’ospedale San Giovanni di Roma vince la scommessa paperless

L’azienda sarà la prima struttura sanitaria in Italia a gestire processi clinici e gestionali in modalità interamente digitale. Cartella clinica elettronica in tutti i reparti entro l’anno

28 Gen 2010

La scommessa digitale del complesso ospedaliero San
Giovanni-Addolorata parte dall’implementazione del data center.
La struttura romana ha fatto del sistema informativo il fiore
all’occhiello dell’erogazione dei servizi al paziente e
nell’organizzazione del lavoro interno e si avvia diventare il
primo ospedale intermente paperless d’Italia.

A svelare la tempistica il direttore generale del San Giovanni,
Luigi D’Elia.
“La dematerializazione nel nostro complesso è ormai una tendenza
forte, già operativa in alcuni reparti come la linea di emergenza,
le camere operatorie e gli ambulatori, che diventerà realtà in
tutti i reparti entro la fine del 2010 – precisa D’Elia -. Il
nuovo data center, sviluppato da Engineering Ingegneria
Informatica, è dotato di server di grande potenzialità
elaborativa in cui affluiscono dati ed immagini prodotti dagli
oltre 1.000 Pc allocati nelle Unità operative cliniche e
gestionali, nei gruppi operatori, nonché dai120 Pc portatili di
reparto clinico e dalle apparecchiature elettromedicali e
radiologiche, connessi in rete telematica per archiviare immagini e
dati dei pazienti. In altri termini abbiamo avviato in modo
integrale la compilazione della cartella clinica digitale,
dall'accoglienza del paziente alle dimissioni, sia sotto
l'aspetto clinico sia sotto l'aspetto gestionale, per
facilitare l'abbandono progressivo dell'uso della carta nel
complesso ospedaliero”.
L’implementazione del data center è rappresenta il coronamento
di un percorso di investimenti iniziato nel 2005 per la
reingegnerizzazione dei processi clinici e gestionali basati con
l’obiettivo di creare un datawarehouse relazionale e sistemi di
reporting consultabili online.

L’accelerazione sulla dematerializzazione- punto focale del piano
E-gov 2012- è stata facilitata anche dal lavoro di supporto svolto
dal campus telematico interno all’ospedale. La struttura è
provvista di un centro stella primario e due secondari che
consentono l’interconnessione dell’intera azienda,
strutturata  a sua volta con cablaggi dedicati in fibra ottica, e
la comunicazione in mobilità grazie alla rete WiFi, entrambi a
firma Telecom Italia.
Gianfilippo D'Agostino, responsabile direzione Top Clients di
Telecom Italia ricorda come l'informatizzazione dei processi
amministrativi contruisca ad aumentare il Pil. "Solo dalla
digitalizzazione del comparto sanitario si otterrebbero 2 punti
percentuali in più".

Il programma “ospedale senza carta”  interagisce con i
progetti di telemedicina.
"Il salto tecnologico avviato con la diffusione nei processi
clinici di soluzioni per la comunicazione interna di dati ed
immagini ci ha spinto a implementare e costruire ulteriori
razionali prospettive incentrate sul paziente – spiega ancora
D’Elia -. Per completare il quadro e offrire un’alternativa al
ricovero ospedaliero è stato necessario sperimentare modelli
operativi che assicurassero sicurezza nella diagnosi ed
appropriatezza nelle terapie. Ne sono un esempio la telediagnosi
cardiologica, in collegamento con centri sanitari in Tanzania, e
l’area di teleassistenza per i pazienti con dimissione protetta,
che ha evitato il ricovero di utenti affetti da fibrillazione
atriale cardiovertita, con scompenso cardiaco, Parkinson, tumori,
diabete, ipertensione, ulcerazione agli arti, broncopneumopatia
cronica ostruttiva. É  stata poi dedicata un’area di
telediagnostica per gli ospiti in comunità e un’area della
formazione ed aggiornamento professionale, per medici e personale
infermieristico degli ospedali”.
L’unità operativa di telemedicina sarà dotata ambienti propri
nel presidio ospedaliero dell’ Addolorata; ambienti che,
opportunamente cablati, andranno a regime nella prima metà del
2010.