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La Corte dei Conti elogia Consip. “Ma attenzione alla spesa locale”

La magistratura contabile: bene il risparmio del 22% derivato dall’uso dell’ e-procurement nelle PA centrali. “Resta decisivo un focus sull’ampia area di spesa gestita dalle amministrazioni territoriali”

02 Mar 2010

"L'attivita della Consip ha consentito un risparmio di
spesa del 22% sui prezzi di acquisto normalmente praticati alle
amministrazioni pubbliche. Resta però decisivo il focus
sull'ampia area di spesa gestita dalle amministrazioni
territoriali". Lo afferma la Corte dei conti nella relazione
sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di
Consip per l'esercizio 2008. L'analisi fondata su una serie
di indici, comunemente adottati nel campo societario
"conferma, nei limiti in cui può essere utilmente applicata
alla Consip, la buona tenuta del bilancio aziendale".

Sul piano della digitalizzazione del ministero dell'Economia
"i fatti salienti hanno riguardato l'impulso impresso alla
coordinata crescita infrastrutturale e tecnologica delle varie aree
del dicastero, la più estesa copertura delle principali funzioni
istituzionali, il concreto avvio di attività nel campo
dell'open source, finalizzato anche al contenimento dei costi
del software". Sul versante del programma di razionalizzazione
della spesa per consumi intermedi, prosegue la magistratura
contabile "si registrano, da un lato, il processo di
consolidamento degli strumenti di acquisto tradizionale in ottica
di 'public technology procurement' (tra cui negozi
elettronici e gare telematiche ) e l'avvio, dall'altro, del
percorso di implementazione dei nuovi strumenti di acquisto
introdotti dal Codice dai contratti pubblici (ed, in particolare,
dell'Accordo quadro)".

L'utile netto di esercizio, che nell'anno precedente era
stato spinto da un rimborso 'una tantum' erogato
dall'Inps, scende da 3,166 a 0,600 milioni. Il patrimonio netto
ha superato nel 2008 la soglia dei 20 milioni di euro.

"Una delle maggiori criticità del programma di
razionalizzazione della spesa per consumi intermedi – spiega la
Corte dei conti – risiede nella difficoltà di quantificare i
risparmi ottenuti dal sistema delle convenzioni. L'ancoraggio a
dati reali della grandezza risparmio costituisce elemento
essenziale per rendere effettive le linee di contenimento della
spesa per l'acquisto di beni e servizi tracciate nei documenti
di finanza pubblica".

Dall'annuale indagine Mef/Istat risulta che nel 2008 le
convenzioni Consip hanno consentito un risparmio medio di circa il
22% sui prezzi di acquisto normalmente praticati alle
amministrazioni pubbliche. D'altra parte, una accentuata
dinamica mostra anche il transato sul mercato elettronico, piu'
che raddoppiato rispetto all'esercizio precedente (da 83,6 a
172,3 milioni).

Per la magistratura contabile "il tema del contenimento e
della razionalizzazione della spesa per consumi intermedi risulta
limitativo se riferito alla sola spesa del bilancio dello Stato,
che incide per meno di un decimo sul totale degli acquisti
effettuati nel settore pubblico. Resta, pertanto, decisivo il focus
sull'ampia area di spesa gestita dalle amministrazioni
territoriali. Non a caso a tale riguardo la legge finanziaria per
il 2007 ha previsto, nell'ottica di un sistema nazionale di
procurement pubblico, lo sviluppo del sistema a rete. Concreti
passi in tale direzione sono stati compiuti nel 2008, a partire
dall'accordo approvato nell'ambito della Conferenza
Stato-Regioni".