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La Pec non decolla. Turatto: “Obbligare all’uso”

Saranno i servizi per le imprese a far decollare l’e-mail certificata già nel 2011. E’ quanto sostiene il capo del Ddi: “Il sistema è a regime. Ma per il giro di boa sarà necessario lo switch off di alcune procedure”. Si parte con Dia, Durc e concorsi pubblici

30 Nov 2010

“La Pec resta uno strumento fondamentale per l’innovazione nel
settore pubblico. Continueremo a lavorare per una sua maggiore
diffusione”. Renzo Turatto, capo dipartimento Digitalizzazione e
Innovazione tecnologica (Ddi) rinnova, con queste parole,
l’impegno di Palazzo Vidoni.

420mila richieste, 175mila attivazioni completate. Il
ministro Brunetta aveva annunciato 1 milione di caselle per la fine
dell’anno, ma, stando ai numeri, siamo ancora
lontani.

Le caselle attive sono in realtà 200mila. Contiamo di evadere le
oltre 400mila richieste entro fine anno: il risultato auspicato dal
ministro non è poi così lontano.

La quota 1 milione resta dunque un obiettivo di breve
periodo?

Assolutamente sì. Il giro di boa avverrà già da gennaio 2011
quando i 500mila supplenti della scuola pubblica verranno dotati di
una e-mail certificata tramite la quale verranno segnalate le
assegnazioni di cattedra. A far aumentare in maniera esponenziale
la domanda, e poi l’utilizzo, contribuiranno le 2,5 milioni di
imprese aderenti a ReteImprese Italia che, a breve, saranno
obbligate ad utilizzare obbligatoriamente la Pec per le
comunicazioni con la PA. I due casi – quello dei supplenti e quello
delle piccole e medie imprese – dimostrano come per far funzionare
lo strumento non basta la mera dotazione, ma serve che la PA ne
esiga l’uso. Altrimenti la digitalizzazione risulta meno
appetibile.

State lavorando perché alcune procedure di comunicazione
siano effettuate esclusivamente via Pec?

Esattamente. Ora che il sistema è a regime ed è in grado di
accogliere e smistare numeri importanti di messaggi, il ministero
sta lavorando alla definizione di procedure esigibili
esclusivamente per posta digitale: la dichiarazione di inizio
attività (Dia), il Durc (Documento unico di regolarità
contributiva), i concorsi pubblici.

Sono quasi tutti processi che coivolgono le imprese e poco
i cittadini.

Guardi, la Posta Certificat@ – il servizio gratuito che Poste e
Telecom Italia offre ai cittadini italiani- è solo una parte del
grande progetto Pec. Un progetto che coinvolge più direttamente le
imprese che, più dei singoli, hanno bisogno di presentare
documentazioni articolate all’ente. Documentazioni per le quali
non è sufficiente compilare un modulo pre-compilato pubblicato sui
portali pubblici. Quelle sono formule tagliate per i cittadini che,
al contrario delle aziende, chiedono più spesso certificati e
documenti.